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SPORT

La dodicesima tappa

Giro d'Italia. Cesare Benedetti sorprende a Pinerolo, Jan Polanc nuova maglia rosa

Il gregario di Majka e Ackermann regola una minivolata a cinque. Lo sloveno, inserito nella fuga a 25, è il nuovo leader al posto di Valerio Conti. I big si marcano

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Cesare Benedetti vince a Pinerolo la dodicesima tappa del Giro, la prima con una salita importante (il Montoso), conclusa con una volata a cinque. La maglia rosa cambia padrone e va sulle spalle dello sloveno Jan Polanc in una classifica generale rivoluzionata. I big si marcano, con Lopez e Landa che rosicchiano mezzo minuto a Roglic, Nibali e Yates. Saluta il primato Valerio Conti (ora terzo dietro Polanc e Roglic), giunto a una decina di minuti dai battistrada. Per Benedetti, gregario di Majka e Ackermann, si tratta della prima vittoria al Giro.

A pochi minuti da Cuneo scattano numerosi tentativi di fuga. In definitiva si staccano in 25 che riescono, a metà percorso, a scavare una trincea di 15 minuti (maglia rosa virtuale sulle spalle dello sloveno Polanc). Mentre il gruppo comincia a ricucire, Bennett e Haller danno una scossa ai fuggitivi staccandosi di una trentina di secondi. All'attacco del Montoso il plotone dei fuggitivi si frantuma con tentativi di allungo. Ci sono da scalare nove chilometri a 9,4% di media. Nel gruppo maglia rosa ci pensa Miguel Angel Lopez ad animare la corsa: Nibali è pronto a seguire, con Yates, Majka e Roglic, Valerio Conti perde terreno. In testa è Gianluca Brambilla a conquistare il primo gpm di prima categoria di questo Giro (e con esso anche la maglia azzurra). Dietro sono Lopez e Landa a guadagnare un po' di terreno sugli altri big. L'ultimo 'muro' (450m al 14% a due chilometri circa dal traguardo) regala il sussulto di Brambilla, con Capecchi e Dunbar a ruota. I tre, però, esitano troppo in vista della volata e si fanno riprendere da Benedetti e Caruso, che li beffano. Nessuna scossa, invece, fra i big.

In classifica Roglic, a 4'07" dal connazionale Polanc, conserva 1'44" su Nibali. Seguono Mollema e Majka, più staccato Yates.
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