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SPORT

Grande Boucle, sesta tappa

Ciccone in giallo, festa italiana al Tour de France

La prima frazione di montagna scuote la classifica e regala un sogno al 24enne abruzzese, che alla Planche des Belles Filles chiude secondo dietro al compagno di fuga Teuns, ma strappa la maglia di leader al francese Alaphilippe. "Il sogno che avevo fin da bambino"

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Ha un gesto di stizza quando vede di non riuscire a resistere allo sprint finale del compagno di fuga, perché forse non si rende conto che lo attende una gloria più grande della vittoria di tappa. Giulio Ciccone è maglia gialla al Tour de France. Arriva secondo alla Planche des Belles Filles, 11” dietro il belga Dylan Teuns, coronando un’iniziativa a lunghissima gittata. L’ex leader della classifica, il francese Julian Alaphilippe, chiude sesto, a 1’46” dal vincitore, e in virtù dei 14” di abbuoni (6” per la piazza d’onore, altri 8” racimolati lungo il percorso) Ciccone gli strappa la leadership.



Per l’abruzzese di Chieti, 24 anni, vincitore della tappa di Ponte di Legno e della classifica scalatori all’ultimo Giro d’Italia, è come toccare il cielo con un dito: "Faccio fatica a crederci, è una soddisfazione grandissima: il sogno che avevo fin da bambino. Ero arrabbiato per il secondo posto, ma quando ho scoperto di aver conquistato la maglia gialla la rabbia è passata: è stato ancora più bello" le prime parole di Ciccone ai microfoni Rai, subito dopo l'arrivo.
 
La prima tappa di montagna del Tour (sesta della Grande Boucle) dà uno scossone alla classifica. Ora Ciccone comanda con 6” su Alaphilippe; terzo Teuns a 32”, quarto l’australiano George Bennett a 47”, quinto il vincitore 2018, il gallese Geraint Thomas a 49” (negli ultimi metri ha bruciato Alaphilippe al quarto posto), sesto il colombiano Egan Bernal a 53” (12° di tappa a 1’53”), settimo il francese Thibaut Pinot a 58” (sesto di giornata davanti ad Alaphilippe). Vincenzo Nibali ha chiuso 20° di tappa a 1’56” ed è ora 22° in generale a 2’35”; Fabio Aru 25° a 2’46” ed è 29° a 3’25”.
 
Da Mulhouse a La Planche des Belles Filles, i chilometri sono 160,5 km, lungo le asperità dei Vosgi. I gran premi della montagna sono sette: Markstein (prima categoria), Le Grand Ballon (terza), Col du Hundsdruck (seconda), Ballon d’Alsace (prima), Col des Croix (terza), Col des Chevrères (seconda categoria, breve – solo 3 km – ma con pendenze anche superiori al 14%), e poi l’arrivo ai 1.140 metri della Planche des Belles Filles, 7 km all’8,7%, con una rampa che arriva al 24%.
 
La frazione è caratterizzata dall’azione di quattordici corridori, che vanno in fuga praticamente dall’inizio: Ciccone, Pasqualon, Meurisse, Greipel, Teuns, Politt, Bernard, de Gendt, Berhane, Wellens, Cosnefroy, Arndt, Pauwels e Grellier. Il vantaggio massimo sfiora i 9’30” e Ciccone è maglia gialla virtuale. Greipel perde contatto sul Ballon d’Alsace. Sul Col des Croix allunga De Gendt. Il belga sul Col des Chevrères viene ripreso da Ciccone e dai tre altri belgi Wellens, Teuns e Meurisse. L’abruzzese scollina per primo, mentre il gruppo transita a 4’08”. Sulla salita finale, Ciccone detta il ritmo; il primo a “saltare” è Wellens, ai -4,5, poi si stacca Meurisse: resiste solo Teuns. Dal gruppo dei migliori si muove Mikel Landa Meana, che però viene riassorbito poco prima del traguardo, quando è Alaphilippe a cercare di limitare i danni, inutilmente. Teuns ha più gamba di Ciccone sull’ultimissimo strappo sterrato con pendenza infame. Terzo arriva Meurisse.
 
Ora la settima tappa, da Belfort a Chalon-sur-Saône di 230 km, adatta ai velocisti.
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