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MONDO

Aylward, Oms: "Il mondo non è pronto a fronteggiare il coronavirus"

Coronavirus. Cina, l'epidemia rallenta: 71 decessi e 508 nuovi casi

Casi di contagio in Svizzera, Austria, Germania, Croazia, Spagna, Francia e Algeria

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L'epidemia di Covid-19 ha superato la soglia degli 80mila contagi. Mentre diminuiscono i nuovi casi in Cina, il virus si diffonde negli altri Paesi, in particolare in Corea del Sud, Italia e Iran. "Il mondo semplicemente non è pronto a far fronte" al diffondersi del coronavirus, è stato l'allarme lanciato in conferenza stampa a Ginevra dal capo missione dell'Oms in Cina Bruce Aylward, che ha invece lodato le misure di contenimento dell'epidemia prese dalla Cina. "Bisogna essere preparati a fermare la trasmissione" e bisogna farlo "in fretta" è stato il monito lanciato dall'esperto dell'Oms Bruce Aylward.

La Corea del Sud resta il secondo Paese dopo la Cina per numero di contagi. Qui le infezioni sono aumentate di 15 volte in una settimana. In Iran i casi confermati di Covid-19 sono ad ora 95, secondo quanto è stato riferito dal ministero della Salute. Molti di questi sarebbero riconducibili al centro religioso di Qom. Intanto il virus si diffonde anche in Europa. Austria, Svizzera, Croazia e la Spagna continentale hanno registrato i primi casi. Le persone risultate positive ai test sarebbero tutte legate all'Italia.

Il capo missione Oms in Cina, Bruce Aylward, a Ginevra
La diffusione del Covid-19 è "un'epidemia in rapida escalation", ma, almeno per il momento, non si parla di pandemia, tanto più che in Cina "è stato raggiunto un picco dei nuovi contagi, quindi c'è stata una stabilizzazione e ora si vede un calo dei nuovi casi". Tuttavia, "bisogna vedere se il rallentamento proseguirà" e "bisogna continuare a lavorare velocemente per contrastare il virus per evitare una pandemia". Ha detto inoltre Bruce Aylward, capo della missione congiunta Oms-Cina sul Covid-19, durante la conferenza stampa sulla situazione in Cina. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, la Cina "ha affrontato in modo pragmatico un nuovo virus che fa molta paura e si diffonde velocemente. Hanno varato misure drastiche, mai viste in precedenza, per cercare di contenere la diffusione del virus". L'idea generale in casi come questo, ovvero quando si manifesta un virus nuovo, "è guadagnare tempo finché si trova una cura o un vaccino e il loro approccio pragmatico è servito a fare proprio questo. Si sono mossi in modo estremamente rigoroso e organizzato", ha detto Aylward. Secondo l'Oms "è dovere collettivo contribuire a limitare la diffusione del virus, condividendo senso di responsabilità e del dovere. In Cina è stata avviata un'enorme azione collettiva, con grande senso di responsabilità. Sono stati molto rapidi, anche considerando che hanno dovuto gestire una massa gigantesca di dati per individuare le reti di contatti e hanno dovuto organizzare e creare un sistema per dare assistenza sanitaria ai malati".

Oms: Italia ha adottato misure molto forti
L'Italia ha adottato le misure appropriate per affrontare l'emergenza coronavirus nel Paese con l'obiettivo di bloccare la trasmissione da uomo a uomo. Lo ha sottolineato il portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Christian Lindmeier, citato dalla Reuters, mettendo l'accento sulle iniziative prese dal governo e della Regioni, definite "molto forti". "Molto probabilmente dovrebbero aiutare a contenere il virus nel miglior modo possibile", ha aggiunto.


Diminuzione per 4° giorno consecutivo
Altre 71 persone sono morte in Cina a causa del coronavirus, il numero più basso delle ultime 2 settimane. Sale così a 2.663 il totale dei morti sul territorio cinese, dove si contano anche 508 nuovi contagi (per un totale di 77.658 dall'inizio dell'epidemia). Lo hanno reso noto le autorità di Pechino. Nelle ultime ore il virus si è diffuso maggiormente nella provincia di Hubei, epicentro dell'epidemia, mentre nel resto del Paese i dati sono in diminuzione per il quarto giorno consecutivo: ne sono stati infatti registrati solo 9.   

Altri 2 casi in Germania, salgono a 18
Due nuovi contagi da coronavirus sono stati certificati in Germania, nel Baden-Wuerttenberg e nel Nordreno-Vestfalia, facendo salire a 18 il numero dei casi nel paese. Nel primo caso si tratta di un 25enne di Goepping, secondo quanto ha comunicato il ministero della salute di Stoccarda. Nel secondo, una persona di Erkelenz, portata adesso nel policlinico universitario di Duesseldorf. Fino a qualche giorno fa il bilancio era fermo a 16 contagiati, quasi tutti in via di guarigione.

Primo caso in Algeria, è un italiano
È stato registrato il primo caso di contagio da coronavirus Covid-19 in Algeria. Si tratta di un cittadino italiano, secondo quanto ha riferito il ministro della Salute del Paese arabo. L'uomo è arrivato in Algeria il 17 febbraio scorso, ed è ricoverato all'istituto Pasteur, dove si trova in quarantena. 

Primo contagio a Barcellona
È una donna italiana residente a Barcellona la persona contagiata dal nuovo coronavirus a Barcellona. Lo scrive la stampa spagnola locale e nazionale. Si tratta di una 36enne che di recente si era recata nel Nord dell'Italia. Intanto, è risultata positiva al test del coronavirus anche la moglie del medico italiano a Tenerife. Lo riferisce il quotidiano spagnolo 'El Mundo'. 

Quarantena per 3 tifosi Valencia rientrati da Italia
Tre tifosi del Valencia che avevano partecipato alla trasferta di S.Siro per la partita di Champions Atalanta-Valencia hanno contattato i servizi sanitari spagnoli affermando di ritenere di avere i sintomi del Coronavirus. Lo riportano i media spagnoli. Il 10 marzo è in programma la gara di ritorno alla quale è prevista la trasferta di oltre tremila tifosi bergamaschi. Dal Generalitat Valenciana hanno precisato che i sintomi dei tre tifosi "sono ancora in fase di valutazione, adesso faremo un sondaggio epidemiologico".

Le autorità della Comunità Valenciana, nel sud-est della Spagna, hanno annunciato il primo caso di coronavirus nella città di Villareal. Si tratta di un uomo, risultato positivo al test. È, in totale, il sesto caso confermato in Spagna.

Primi casi accertati in Austria: due italiani
Le autorità sanitarie austriache hanno confermato i primi due casi di infezione di coronavirus nella provincia del Tirolo. Secondo quanto riferisce l'agenzia austriaca Apa si tratterebbe di due cittadini italiani residenti nella provincia e contagiati probabilmente in Lombardia.

Primo caso in Svizzera
Il primo caso di coronavirus in Svizzera, precisamente nel Canton Ticino, riguarda un uomo di 70 anni domiciliato in Ticino che è stato infettato nella zona di Milano durante una manifestazione. Lo ha detto in conferenza stampa a Berna, Pascal Strupler, direttore dell'Ufficio federale della sanità pubblica. L'uomo, che si trova in isolamento in un ospedale del Ticino (non è stato reso noto quale), è attualmente "stabile". È stato ribadito che il rischio coronavirus in Svizzera è "moderato". Per il momento non è prevista la chiusura delle scuole. 

Un caso in Croazia
In Croazia il primo caso è quello di un giovane, con una forma lieve, che, secondo quanto riferito dal ministro della Salute croato Vili Beros, avrebbe viaggiato a Milano tra il 19 e il 21 febbraio. 

Francia, due nuovi casi
Il direttore generale del ministero della Sanità francese, Jérôme Salomon, ha annunciato che due nuove persone sono risultate positive al nuovo coronavirus in Francia. "Stasera abbiamo due nuovi casi, quindi abbiamo 14 casi confermati: due persone ricoverate in ospedale, undici guarite e una deceduta", ha spiegato. "I nuovi casi sono una giovane donna cinese che è tornata dalla Cina il 7 febbraio e un francese di ritorno dalla Lombardia, in Italia", ha aggiunto precisando che sono gli unici due casi attualmente positivi in Francia, dopo la morte di un cinese di 80 anni e la guarigione di altre undici persone. Per quanto riguarda la giovane donna cinese, Salomon ha detto che quest'ultima ha un "quadro clinico molto rassicurante". "È negativa ma con tracce di guarigione recente", ha detto. Per quanto riguarda il francese rientrato da un soggiorno in Lombardia e che è attualmente ricoverato in ospedale nella regione dell'Alvernia-Rodano-Alpi, "le sue condizioni non destano preoccupazione", ha informato il direttore generale del ministero transalpino.

8 giordani da Italia in quarantena nel loro paese
Otto giordani in arrivo nel loro Paese da Roma sono stati messi in quarantena come misure precauzionale dalle autorità arabe. Lo riferisce Sky News Arab.

Cile, 260 persone monitorate in isolamento
Il ministro della salute del Cile, Jaime Manalich, ha rivelato oggi che nel paese ci sono 260 persone sotto osservazione e in isolamento per un possibile contagio di coronavirus. "Al momento abbiamo 260 persone che stiamo seguendo, persone che hanno anche il minimo rischio perché provengono da qualche luogo" dove avrebbero potuto essere infettate dal virus, ha detto il ministro, in un’intervista a Radio Tele13. “Queste persone sono a casa in isolamento, perché questa è la misura che è stata raccomandata. non possono uscire per 14 giorni, e devono indossare maschere. Le Seremi (segreterie regionali ministeriali della salute) stanno seguendo questi casi", ha sottolineato. Per quanto riguarda l'arrivo di passeggeri dalle aree a rischio, ha indicato che "dobbiamo avere un livello di vigilanza enorme" per evitare la nascita di un focolaio nel paese. "Quello che ci accadrà è che dal punto di vista clinico avremo molti casi di influenza indistinguibili da un coronavirus, che li testeremo e saranno negativi", ha spiegato.

Corea del Sud, accertati 84 nuovi casi. Dieci le vittime 
La Corea del Sud ha reso noto di aver accertato altri 84 nuovi casi di infezione da coronavirus, portando il numero complessivo a 977. Negli aggiornamenti sulla crisi, il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) ha spiegato in una nota che si sono avute altre due vittime, che fanno salire il totale a quota 10. Seul rafforza ulteriormente le 'drastiche misure' adottate per contenere la diffusione del virus e punta a sottoporre al test 200mila persone, membri della setta religiosa considerata uno dei principali focolai di infezione nel paese. Tra i provvedimenti adottati per far fronte all'emergenza figurano un bilancio straordinario e le misure repressive contro quanti fanno incetta di mascherine. Ora il governo si appresta a sottoporre ad esami tutti i 200mila adepti della Chiesa di Gesù Shincheonji dopo che il fondatore ha accettato di fornire alle autorità i nomi dei membri della congregazione nel paese.

Pompeo: Iran deve dire la verità su contagi
Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha intimato all'Iran di "dire la verità" sull'epidemia di Covid-19 nel Paese, dando così adito alle voci di chi teme che il regime stia coprendo la vera entità dei contagi. "Gli Stati Uniti sono profondamente preoccupati dalle informazioni, secondo cui il regime iraniano potrebbe aver occultato dettagli vitali sull'epidemia nel Paese", ha detto Pompeo alla stampa a Washington. "Tutte le nazioni, compreso l'Iran, devono dire la verità sul coronavirus e cooperare con le organizzazioni internazionali", ha proseguito
Pompeo, secondo il quale sia la Repubblica islamica che la Cina avrebbero potuto contenere meglio la diffusione del virus se permettessero la libertà di espressione. Il numero ufficiale
di morti da Covid-19 è 15, ma secondo altre fonti il bilancio sarebbe di almeno 50. 

Consigliere Trump: Usa impermeabili a contagio 
Gli Stati Uniti hanno contenuto con successo il rischio di contagi da coronavirus. Lo ha detto Larry Kudlow, principale consigliere economico del presidente Donald Trump, nonostante il Centers for Disease Control, la massima autorità sanitaria Usa, abbia oggi messo in guardia dal rischio di una possibile epidemia nel Paese. "Per quanto riguarda gli Stati Uniti, lo abbiamo contenuto. Non direi in maniera impermeabile, ma quasi impermeabile", ha detto Kudlow parlando all'emittente Cnbc.

Altri 3 decessi in Iran, numero morti sale a 15 
Altre tre persone sono decedute in Iran a causa del coronavirus: lo riportano i media statali. Il bilancio delle vittime nel Paese è dunque a quota 15, su 95 contagiati. Due dei morti erano donne anziane della provincia centrale di Markazi e la terza era della provincia settentrionale di Alborz, comunica l'agenzia di stampa Irna.  

Contagiato anche il viceministro iraniano della Sanità 
Il vice ministro della Sanità iraniano, Iraj Harirchi, ha confermato in un video messaggio trasmesso dall'Irna di essere stato contagiato dal nuovo coronavirus. Nei giorni scorsi Harirchi ha cercato di rassicurare la popolazione sul fatto che la situazione sanitaria in Iran fosse sotto controllo. E ancora oggi, nel suo video messaggio, ha detto: ''sconfiggeremo il coronavirus''. ''Ieri mi è venuta la febbre e mi sono sottoposto a un check-up medico. Oggi è stato confermato che sono positivo al coronavirus'', ha aggiunto il vice ministro, dicendo che ''al momento sono isolato. In generale mi sento bene e continuo a lavorare al telefono''. 



Atterraggio d'emergenza ad Ankara volo partito da Teheran: caso sospetto 
Un volo di linea con 132 passeggeri a bordo partito da Teheran e diretto a Istanbul ha compiuto un atterraggio d'emergenza all'aeroporto Esenboga di Ankara per la presenza di un sospetto caso di infezione da coronavirus. Squadre mediche sono state inviate sull'aereo per i controlli. La Turchia ha deciso due giorni fa la sospensione dei collegamenti aerei ordinari con l'Iran, che però sono ancora autorizzati per riportare in patria i cittadini turchi. Il sospetto caso riguarda quindi probabilmente un turco.

Salgono a 6 i casi in Bahrain 
Anche in Bahrain, paese arabo del Golfo, salgono i casi di contagio di coronavirus confermati: le autorità riferiscono stamani di sei casi, provenienti dal vicino Iran, rispetto ai due segnalati in precedenza. 

Otto i contagi in Kuwait
Salgono invece a otto i casi di contagio del coronavirus in Kuwait, emirato arabo nel Golfo con strette relazioni sociali ed economiche con l'Iran, paese della regione dove si sono finora registrati più contagi e decessi. Lo riferisce il governo del Kuwait dopo l'apparizione ieri del primo caso ufficiale. 
 
Emirati, limitazioni per i voli da e per  l'Iran
 Il Dubai International Airport ha annunciato che gli Emirati Arabi Uniti hanno imposto limitazioni ai voli provenienti dall'Iran, a causa dell'epidemia da coronavirus. Lo scalo è il più affollato al mondo per i viaggi internazionali. "Tutti i voli da e per la Repubblica islamica dell'Iran, con l'eccezione di Teheran, sono sospesi sino a nuovo ordine", ha comunicato l'aeroporto, aggiungendo che "tutti i passeggeri in arrivo sui voli diretti da Teheran saranno sottoposti a controllo della temperatura all'aeroporto".

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