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ITALIA

A settembre l'uomo l'aveva aggredita davanti ai colleghi

Strage a Cisterna, Antonietta aveva paura del marito. A gennaio la testimonianza

Dopo l'esposto della madre le due figlie non volevano più vederlo e lo temevano 

Luigi Capasso
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"Ho paura, non voglio vederlo". Antonietta Gargiulo aveva lanciato l'allarme, aveva messo a verbale al commissariato di Cisterna, ascoltata a gennaio per un contro esposto fatto dal marito Luigi, di temere quell'uomo col quale si era sposata nel 2001 e dal quale si stava separando. E di temere anche per le sue figlie.

Lui si era impegnato a riconciliarsi "a fare di tutto per la famiglia" ma lei, racconta ora il suo l'avvocato Maria Belli "aveva sempre rifiutato di vederlo". Voleva vivere solo con le sue figlie Antonietta. Di quel matrimonio con Luigi restava solo la gelosia di lui, le scenate, gli schiaffi anche "davanti alle figlie", spiega l'avvocato.

Antonietta, 39 anni, bella e sorridente sul suo profilo Fb con le sue bambine, "era stata aggredita con urla e schiaffi fuori dal suo luogo di lavoro, il 4 settembre scorso", racconta ancora l'avvocato. Tre giorni dopo ha presentato un esposto alla polizia ma non una denuncia in quanto temeva che il suo gesto potesse far perdere il lavoro al marito".   Per questo negli esposti la donna non avrebbe mai fatto riferimenti specifici ad aggressioni subite ma avrebbe dato solo indicazioni generiche su determinati comportamenti del marito.   

"Luigi picchiò la moglie perché lei la scorsa estate lo aveva cacciato di casa - ricorda un negoziante di Cisterna di Latina - Era geloso della moglie". L'aggressione aveva segnato il limite dunque: tre giorni dopo, il 7 settembre, Antonietta Gargiulo è andata dalla polizia e ha presentato un esposto. E poi un altro lo ha presentato a gennaio al commissariato di Cisterna di Latina, sempre sullo stesso tenore di quello di quattro mesi prima.  

"Da quel momento per era iniziato uno stalkeraggio serrato da parte del carabiniere che si faceva trovare sotto casa e che aveva insistito più volte per incontrarla - continua l'avvocato - Ogni precauzione però non è bastata". A gennaio scorso Antonietta Gargiulo fu ascoltata al commissariato di Cisterna in seguito a un esposto che anche il marito aveva presentato contro di lei. In quella circostanza aveva raccontato di un rapporto da sempre molto conflittuale, con liti davanti alle figlie. Aveva detto di avere paura e di non volerlo incontrare. Il 29 marzo prossimo si sarebbe tenuta la prima udienza per la separazione giudiziale. Ieri la strage.      

Le lezioni di danza, lo studio della chitarra, la scuola, gli amichetti della parrocchia. Una vita 'normale', quella di Alessia e Martina, sorelle inseparabili, fino a due anni fa. Poi tutto  cambiato, quando i genitori hanno cominciato a discutere sempre più frequentemente. Il papà carabiniere, irrequieto, che ha cambiato tre caserme, diventa sempre più geloso della mamma. Da papà affettuoso che le portava al bar sotto casa e comprava patatine e cioccolatini,  è diventato irascibile, alterato per un nonnulla.   

"I battibecchi erano così frequenti - ricorda don Livio, parroco della chiesa di S.Valentino - che un anno e mezzo fa li ho mandati al centro diocesano di aiuto alle coppie in difficoltà". E della situazione familiare le due ragazzine, inseparabili, hanno molto risentito. "La tredicenne era nell'Azione Cattolica ragazzi, era serena - ha ricordato il parroco - qui da noi ha fatto il catechismo e ora si sarebbe dovuta preparare per la cresima. Ma quattro-cinque mesi fa si è chiusa, il suo carattere  cambiato. Non ha più frequentato la parrocchia".    La data di inizio della tragedia per Alessia e Martina  il 4 settembre, quando hanno assistito ad una scenata che ha cambiato per sempre il rapporto col loro papà. A raccontare l'accaduto Maria Concetta Belli, avvocato di Antonietta Gargiulo, la donna ricoverata in ospedale, in fin di vita: "Aggredì la moglie prima davanti ai colleghi, sul posto di lavoro, allo stabilimento Findus, poi nella stessa giornata a casa, davanti alle figlie".   

Dopo quell'episodio la moglie lo cacciò di casa e il 7 settembre presentò un esposto. L'uomo la implorò di non denunciarlo: aveva 90 giorni per rendere l'esposto una denuncia a tutti gli effetti. Lui si impegnò ad andare da uno psicologo e a frequentare un percorso genitoriale. Alessia e Martina iniziarono ad andare dagli assistenti sociali.    "La bambina più piccola, quando le si chiedeva se voleva vedere il papà - aggiunge l'avvocato - sembrava traumatizzata, non parlava, si limitava a scuotere la testa, facendo cenno di no". La più grande, più conciliante, i primi tempi aveva mantenuto i rapporti con il padre, poi pian piano se ne era allontanata. Perché, riferisce l'avvocato "diceva che il papà ogni volta che la chiamava chiedeva sempre della mamma, era ossessionato da lei e soprattutto dalla sua gelosia".   

L'avvocato racconta ancora: "poco prima delle festività Alessia ricevette davanti alla sua scuola, a pochi metri dall'abitazione della famiglia, una visita inaspettata del padre che vuol darle il regalo di Natale. Alessia prese il regalo e scappò". Agli assistenti sociali, intervenute nella burrascosa separazione, le ragazzine dicono: "No, papà non lo vogliamo più vedere". Negli ultimi mesi l'uomo viene descritto come trasandato, con la barba lunga. La mamma invece si fa forza. Proprio ieri sera dal tabaccaio compra un ovetto di cioccolata per la più piccola. Vicini e negozianti la descrivono come apparentemente "tranquilla". Piangono ora tutti a Cisterna. Piangono nella scuola delle ragazzine. Martina, la maestra della piccola Alessia,  disperata: "proprio ieri mi aveva abbracciato e mi aveva detto 'ti voglio bene'". 


Luigi Capasso, il carabiniere che stamani aveva sparato alla moglie a Cisterna di Latina, si è suicidato e nell'appartamento sono state trovate morte le due figlie di 8 e 14 anni; le due bambine sono state uccise nel sonno. I carabinieri hanno fatto irruzione nella casa, dove l'uomo si era barricato per nove ore, dopo che si erano interrotte le trattative da circa un'ora. Il militare, 44 anni originario di Napoli, dopo un violento litigio aveva sparato stamane alla moglie, Antonietta Gargiulo 39 anni, portata poi gravissima all'ospedale San Camillo di Roma. L'uomo, per due anni sospeso dal servizio e poi reintegrato, da anni era in causa di separazione dalla moglie. In passato l'aveva già aggredita.

 Antonietta ancora ricoverata, sarà operata

E' ancora sedata e ricoverata nella terapia intensiva dell'ospedale San Camillo di Roma Antonietta
Gargiulo, la moglie del carabiniere autore della strage familiare di ieri a Cisterna di Latina. Secondo quanto si è appreso, le sue condizioni sono gravi ma stazionarie e la prognosi rimane al momento riservata. I medici stanno valutando quando sottoporla a un intervento maxillo-facciale alla mascella
sinistra, colpita da un proiettile. L'operazione potrebbe esserci nelle prossime ore, forse in giornata.

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