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MONDO

Comey: "Trump è ricattabile, non è moralmente idoneo a fare il presidente"

L'ex numero uno dell'Fbi intervistato sulla Abc: è un bugiardo seriale e tratta le donne come fossero carne

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  Donald Trump "non  è moralmente idoneo" a fare il presidente degli Stati Uniti" e "potrebbe essere vulnerabile a un ricatto della Russia": lo afferma l'ex numero uno dell'Fbi, James Comey, alla Abc, nella sua prima intervista televisiva da quando  è stato licenziato dal tycoon.   "Il nostro presidente - ha affermato Comey - deve aderire e incarnare e avere rispetto per i valori che sono sono alla base di questo Paese. Il più importante è la verità. E questo presidente non è capace di farlo. E' moralmente inadatto per essere presidente", ha aggiunto l'ex direttore dell'Fbi. Donald Trump – ha continuato - è " un bugiardo seriale e tratta le donne come fossero carne".        

Quanto al rischio che Trump sia ricattabile da Mosca il riferimento  al famigerato dossier di Cristopher Steel, l'ex spia britannica che per contro della campagna della Clinton raccolse informazioni su Trump in Russia, alcune delle quali molto imbarazzanti: come quella che parla di un presunto video che sarebbe in possesso delle autorità russe in cui si vede Trump nel 2013 in un hotel di Mosca con alcune prostitute che urinano su letto dove avevano dormito Barack e Michelle Obama.   

"Io non so se l'attuale presidente degli Stati Uniti è stato con delle prostitute che urinavano una sull'altra", ha detto Comey: "E' possibile, ma non lo so".   "C'è certamente qualche prova di ostruzione della giustizia" nelle azioni del presidente Donald Trump. Alla domanda se il riferimento sia a quando Trump gli chiese di porre fine alle indagini sull'ex consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca Michael Flynn, Comey ha risposto: "Puo' darsi".    

Comey ha anche detto che  ci sono "le prove" che il presidente americano Donald Trump abbia ostacolato la giustizia. Il presidente potrebbe aver ostacolato la giustizia quando gli ha chiesto di interrompere un'indagine sull'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn. "Forse, voglio dire, sono certamente alcune prove di ostruzione della giustizia", ha detto Comey.    Trump e i suoi aiutanti hanno contrastato il blitz sui media di Comey attaccando la sua gestione dell'inchiesta sulle e-mail di Hillary Clinton. Comey ha riconosciuto nell'intervista della ABC che la sua convinzione che Clinton sarebbe stata eletta presidente "e' stato un fattore" nella sua decisione di riaprire la vicenda di e-mail 11 giorni prima delle elezioni americane, uno sviluppo che secondo la Clinton ha portato alla sua sconfitta a sorpresa. "Non ricordo di averne parlato, ma era una cosa che doveva essere fatta: se fosse stata eletta presidente e avessi nascosto questa faccenda al popolo americano, lei sarebbe diventata illegittima per l'elezione, nel momento in cui sarebbe venuto fuori", ha detto Comey. 




La risposta di Trump non si è fatta attendere e come nello stile del presidente arriva via Twitter e non è molto diplomatica:  "Comey ha deciso il proscioglimento della disonesta Hillary molto prima di parlarle (ha mentito in Congresso con il senatore G), quindi ha basato le sue decisioni sui sondaggi".


 
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