ECONOMIA

L'inchiesta

Consip, indagato l'ex presidente Ferrara. Padoan: vertici azzerati per difendere agenzia

Venerdì scorso, 16 giugno, Ferrara era stato sentito dalla magistratura romana come persona informata sui fatti in relazione alla fuga di notizie sull'inchiesta Consip. Ha ritrattato quanto dichiarato in precedenza

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"I due membri, dirigenti del Mef, si sono dimessi, portando alla decadenza automatica del cda, per evitare che fatti esogeni alla vicenda potessero indebolire il grande lavoro svolto da Consip sugli acquisti della pubblica amministrazione. Quello che ha accelerato questa situazione è la decisione del Parlamento di presentare una mozione che andava in questo senso, azzerare il management. Il Mef ha allora deciso l'accelerazione". Lo ha affermato, parlando del caso Consip, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan nella sua intervista in occasione della Repubblica delle Idee, a Bologna, riportata oggi dal quotidiano.

Intanto è stato indagato dalla Procura di Roma per il reato di "false informazioni ai pm" il presidente dimissionario di Consip, Luigi Ferrara. Il dirigente della Controllata Mef, più volte sentito da Piazzale Clodio in qualità di testimone, avrebbe cambiato la versione dei fatti, fornita inizialmente ai magistrati romani.  Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo sugli accertamenti in corso.

 Venerdì scorso, 16 giugno, Ferrara era stato sentito dai magistrati di Piazzale Clodio come persona informata sui fatti nell'ambito dell'inchiesta sulla fuga di notizie relativa all'indagine sui vertici della centrale di acquisti della Pubblica Amministrazione. L'interrogatorio di Ferrara era durato circa un'ora e mezza. Gli stessi magistrati avevano ascoltato anche l'amministratore delegato della Consip, Luigi Marroni. L'ex presidente Ferrara, secondo quanto affermato dall'ad di Consip Ing. Luigi Marroni, aveva raccontato di aver saputo dell'inchiesta dal Comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette.  Il giorno dopo, 17 giugno, sia Luigi Ferrara sia la consigliera Marialaura Ferrigno (i due membri del CdA Consip nominati dal Tesoro) si sono dimessi provocando la decadenza del vertice aziendale, per quanto l'ad Marroni, a quanto pare, si sia rifiutato di lasciare la carica deciso a rimanere alla guida della società nonostante lo scioglimento del CdA.  
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