MONDO

Trump: tutte le opzioni sul tavolo

Corea del Nord, la condanna dell'Onu. Kim: è solo l'inizio

E' la manovra più aggressiva di Pyongyang verso un alleato degli Stati Uniti. Kim aveva minacciato di colpire con questo tipo di missile l'isola di Guam, ora ha scelto come obiettivo il Giappone. Furioso Shinzo Abe, Trump assicura protezione. La Cina invita alla moderazione. 

Condividi
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha ''condannato fortemente'' il lancio del missile da parte della Nord Corea e ha chiesto che tutti gli Stati membri ''attuino pienamente, in modo rigoroso e veloce'' le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. Tuttavia, non si minacciano nuove sanzioni del Cds. Nella dichiarazione del Consiglio si chiede al regime di Kim Jong Un di abbandonare tutte le armi nucleari e i programmi nucleari esistenti in modo completo, verificabile, irreversibile, e di non condurre ulteriori test, oltre a rispettare le risoluzioni Onu. Quando negli Stati Uniti è sera è arrivata la replica del Consiglio di sicurezza alla nuova sfida di Pyongyang, al termine di una giornata segnata dalle reazioni diplomatiche e su campo. La risposta della Corea del Sud al "primo missile per testata atomica" di Pyongyang, che sorvolando il Giappone è finito nel Pacifico settentrionale, non si è fatta in effetti attendere: manovre aeree con 4 caccia F-15 che hanno sganciato 8 bombe MK-84 usate per demolire i bunker sotterranei e del peso di una tonnellata ciascuna al Pilseung Range, campo militare dall'emblematico nome "vittoria sicura" nella provincia di Gangwon, vicino al confine con il Nord. Mentre il presidente Usa Donald Trump ha ribadito che "tutte le opzioni sono sul tavolo" per rispondere alle continue provocazioni del Nord, quella militare inclusa.   
 
La prova di forza indirizzata oltre il 38esimo parallelo è stata tenuta allo scopo di affinare le capacità d'annientamento totale della "leadership nemica". "Le nostre forze aeree spazzeranno via la leadership del regime nordcoreano con la forte capacità di attacco in caso sia a rischio con armi nucleari e missili la sicurezza del nostro popolo e dell'alleanza Usa-Corea del Sud", ha assicurato il maggiore Lee Kuk-no, a capo delle manovre.  Seul ha anche mostrato un video di 86 secondi sul test dei "suoi" missili a medio raggio Hyunmoo-2B (di gittata fino a 500 km) e di un altro dalla gittata di 800 km, denominato Hyunmoo-2C.    Trump, in un colloquio telefonico con il premier nipponico Shinzo Abe, ha convenuto sulla necessità di mantenere forte il pressing su Pyongyang in assenza dei requisiti per l'avvio di un dialogo, dell'ennesima violazione delle risoluzioni dell'Onu e della presenza di una minaccia "grave e crescente". "Il mondo ha ricevuto l'ennesimo messaggio della Corea del Nord forte e chiaro: questo regime ha segnalato il disprezzo per i paesi vicini, per tutti i membri dell'Onu e per gli standard minimi di comportamento accettabile a livello internazionale", ha affermato il presidente Usa in una nota della Casa Bianca.  
 
 Il presidente sudcoreano Moon Jae-in, confermando il duplice approccio della fermezza e del dialogo, ha sollecitato sforzi utili per aprire un canale. "Anche oggi la Corea del Nord ha compiuto una provocazione balistica, ma quello che dobbiamo fare è lavorare più duramente per cambiare le relazioni tra Nord e Sud", ha detto Moon nel resoconto del portavoce Park Su-hyun.   
 
Prima della riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, si sono moltiplicate le condanne internazionali (tra cui quelle del segretario Onu Antonio Guterres e del ministro degli Esteri Angelino Alfano) e gli "inviti alla moderazione" lanciati da Russia e Cina. "E' chiaro a tutti che l'opzione delle sanzioni alla Corea del Nord si è ormai esaurita", ha detto il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov. "Maggiori sanzioni non risolveranno il problema. L'Onu deve passare una risoluzione che dica chiaramente no ad una soluzione militare e a sanzioni unilaterali fuori da quelle approvate dal Consiglio di Sicurezza".    La Cina, alleato storico di Pyongyang, ha criticato il Nord, invitando le parti all' "autocontrollo" e mettendo in guardia che l'inasprimento del pressing "non risolverà fondamentalmente il problema".
 
Pechino "si oppone" alle mosse del Nord contro le risoluzioni dell'Onu, ha affermato Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri, rilevando il "momento critico" della situazione "altamente sensibile" per la quale tutti dovrebbero creare le condizioni per la ripresa del dialogo e i negoziati".    Quel missile è "una seria minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale", ha affermato dal canto suo l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini. "L'unità della comunità internazionale in questa sfida è essenziale. L'Ue valuterà ulteriori risposte adeguate, in stretta consultazione con i partner chiave, ed in linea con le decisioni del Consiglio di Sicurezza".
 
Corea del Sud e Giappone da parte loro vogliono portare la pressione su Pyongyang a livello ''estremo'' insieme alla richiesta di sanzioni aggiuntive del Consiglio di Sicurezza dell'Onu: questo il risultato del colloquio telefonico avvenuto tra il presidente Moon Jae-in e il premier Shinzo Abe, all'indomani del missile intermedio lanciato dalla Corea del Nord che ha sorvolato l'arcipelago nipponico cadendo nel Pacifico settentrionale dopo una traiettoria di 2.700 chilometri.
 
''Nel colloquio i due leader hanno valutato in modo prioritario la stretta cooperazione bilaterale nell'affrontare la crisi. Hanno concordato sull'aumento della pressione sulla Corea del Nord a livello estremo per spingerla volontariamente a tornare al tavolo del dialogo'', ha detto Park Soo-hyun, portavoce presidenziale di Seul in conferenza stampa.    Il lancio del missile con sorvolo del territorio nipponico e' ''una violenza oltraggiosa'', ha aggiunto Park riferendo i giudizi espressi da Moon. I leader, secondo l'agenzia Yonhap, hanno poi ''concordato per lavorare d'intesa a definire una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu con nuove sanzioni comprensive di misure aggiuntive e specifiche contro la Corea del Nord''.    Quella di oggi e' stata la quinta conversazione telefonica tra Moon e Abe da quando il presidente sudcoreano si e' insediato a inizio maggio, mentre sono in corso i contatti per mettere a punto un colloquio tra Moon e il presidente Usa Donald Trump.


Il missile e il lancio
L'ultimo missile lanciato martedì mattina alle 6.29 locali (nella notte tra lunedì e martedì in Europa) da Pyonyang ha sorvolato il territorio giapponese all'altezza dell'isola di Hokkaido per finire poi nel mar del Giappone frantumandosi in tre pezzi a 1.180 km dalla città di Cape Erimo. Fonti militari sudcoreane hanno confermato che quello lanciato dai nordcoreani e' un missile balistico che ha percorso 2,700 km e raggiunto un'altezza massima di 550 km. Le stesse fonti hanno aggiunto che gli Usa stanno analizzando il lancio insieme alla Corea del Sud. L'ipotesi degli analisti è che possa trattarsi di un nuovo vettore a gittata intermedia, potenzialmente in grado di minacciare anche la base americana sull'Isola di Guam.




Trump: tutte le opzioni sul tavolo
Il presidente degli Stati Uniti non ha fatto attendere la sua reazione. La Corea del Nord - ha detto (secondo quanto riportano le agenzie) - "ha mostrato il suo disprezzo per gli Stati vicini, le Nazioni Unite e e gli standard minimi della convivenza intercontinentale". E poi - confermato quel grado elevatissimo che l'escatation ha raggiunto - ha detto che "tutte le opzioni sono sul tavolo".

Il Giappone: "Minaccia senza precedenti"
"Il missile ha attraversato il nostro spazio aereo" ha dichiarato il premier di Tokyo Shinzo Abe prima di presiedere una riunione di emergenza rassicurando che "sara' fatto ogni sforzo possibile per proteggere la popolazione giapponese". Il capo di gabinetto Yoshihide Suga ha condannato il lancio del vettore definendo l'evento "una grave minaccia senza precedenti alla sicurezza del Giappone" aggiungendo che il governo di Tokyo continuera' a cooperare con gli Stati Uniti e la Corea del Sud sulla sicurezza militare. Suga ha quindi riferito che non sono stati segnalati danni e che non si ha notizia di oggetti caduti sul territorio nipponico, ne' risultano incidenti occorsi a navi o alle rotte aeree.



I caccia di Seul si alzano in volo
La Corea del Sud, in risposta, ha tenuto manovre aeree con quattro caccia F-15 che hanno sganciato otto bombe Mk-84 su target al Pilseung range, campo militare sulla costa orientale: il portavoce presidenziale  ha detto che il direttore della sicurezza nazionale Chung Eui-Yong ha avuto un colloquio con la controparte americana  McMaster sull'ultima "provocazione" del nord.






Pyongyang a Onu: "Discutere esercitazioni Usa-Sud"
La Corea del Nord dal canto suo vuole portare sul tavolo del Consiglio di sicurezza le sue proteste contro le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, definendole sconsideratamente provocatorie in un momento in cui le tensioni nella penisola coreana sono "come una bomba a orologeria". In una lettera invitaa venerdì e resa pubblica ieri sera, l'ambasciatore nordcoreano all'Onu, Ja Song-Nam, chiede al presidente del Consiglio di sicurezza, l'egiziano Amr Abdellatif Aboulatta, di calendarizzare una discussione sull'argomento e afferma che tali esercitazioni sono come "benzina sul fuoco".     

 
Condividi