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ITALIA

Non ci sono presupposti per custodia cautelare per droga

Discoteca di Corinaldo, il 17enne rimesso in libertà

(Foto Ansa)
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È stato rimesso in libertà il 17enne sospettato di avere usato lo spray urticante che avrebbe provocato il fuggi fuggi e poi la calca all'uscita della discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, in cui sono morte sei persone. Il ragazzo, fermato per una vicenda di droga, è comparso oggi davanti al gip del Tribunale minorile di Ancona che ha convalidato l'arresto, ma ha rimesso in libertà l'adolescente perché non c'erano i presupposti per la custodia cautelare.

Il ragazzo è indagato a piede libero per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e lesioni colpose per i fatti della discoteca avvenuti nella notte tra il 7 e l'8 dicembre: tre ragazzi che si trovavano nel locale lo hanno riconosciuto (anche se in maniera piuttosto generica) come autore degli spruzzi di spray al peperoncino. Il giorno dopo era stato trovato in un appartamento in un residence di Senigallia con due adulti e oltre 200 grammi di droga ed era finito nel centro di accoglienza della Procura minorile, accusato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Oggi la decisione del gip Paola Mureddu. Il ragazzo si è già allontanato dalla procura minorile di Ancona, in compagnia della madre, che ha assistito all'udienza. "Era felice" hanno detto i suoi legali Andrea Mone e Martina Zambelli.

Due adulti arrestati negano coinvolgimento
"Noi non c'entriamo nulla con la storia di Corinaldo". Lo hanno detto ai loro avvocati Niccolò Mattioli, 27 anni, e Federico Pellicani, 22, i due adulti arrestati dai carabinieri in un residence di Senigallia sabato 8 dicembre dove si trovava anche il 17enne sospettato di avere spruzzato lo spray urticante nella discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, che ha provocato la calca mortale in cui sono morte sei persone. Nell'appartamento c'erano anche 200 gr di droga tra hascisc e cocaina: per questo i due sono comparsi oggi davanti al gip del Tribunale di Ancona che ha convalidato gli arresti. Mattioli ha raccontato al suo difensore, l'avv. Bruno Brunetti, di essersi trasferito da circa un mese nell'appartamento del residence insieme alla sua fidanzata. La sera di venerdì 7 dicembre lei era fuori per lavoro e lui aveva ospitato Pellicani. Il minorenne invece era ospite occasionale da qualche tempo: quella sera è uscito senza dire dove andava. I due adulti non sanno l'ora del rientro del ragazzo, perché dormivano. Sono stati svegliati il giorno dopo dai carabinieri.

Sciolta la prognosi per 3 feriti
Sono saliti a tre i pazienti degli Ospedali Riuniti di Ancona, rimasti feriti nella calca della discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, per i quali è stata sciolta la prognosi. Non sono più in rianimazione, ma in reparti per acuti, dove si trova anche un altro paziente con prognosi ancora riservata. Altri tre pazienti, tutti in prognosi riservata, sono ancora presso le terapie intensive: uno è in ventilazione assistita e due in respiro spontaneo, uno dei quali è in procinto di essere trasferito in reparto per  acuti. È quanto si legge dal bollettino sanitario relativo ai feriti più gravi della calca in discoteca dove nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 dicembre sono morte sei persone.

L'autopsia sulle vittime
Sono iniziati questa mattina alle 10 gli accertamenti autoptici disposti dalla procura di Ancona sulle salme delle sei vittime, cinque minorenni e una giovane mamma, al 'Lanterna Azzurra Clubbing' di Corinaldo. Ad eseguirli, presso gli Ospedali Riuniti delle Torrette, i medici legali Francesco Paolo Busardò e Manuel Papi. Lo ha confermato l'Azienda ospedaliera universitaria di Ancona.
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