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TECH

L'app Immuni non ha più segreti. A giorni la relazione Copasir

Reso pubblico il documento di alto livello con le caratteristiche dell'app Immuni. Intanto, è pronto il rapporto del Copasir sugli aspetti di sicurezza dell'applicazione. Anche il Parlamento europeo discuterà di contact tracing

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di Celia Guimaraes L'app Immuni per il 'contact tracing' non ha più segreti: è stato pubblicato su GitHub il repository , la documentazione dettagliata, con l'architettura dell'applicazione, potete trovarla qui. Autore è Luca Ferrari, Ceo e co-founder di Bending Spoons, la società che ha sviluppato l'applicazione scelta dal governo su indicazione del ministro dell'Innovazione. 

"Immuni è una soluzione tecnologica incentrata su un'app per smartphone iOS e Android. Ci aiuta a combattere la pandemia di COVID-19 informando gli utenti a rischio di trasportare il virus il più presto possibile, anche quando sono asintomatici. Questi utenti possono quindi isolarsi per evitare di infettare gli altri e consultare un medico", recita l'introduzione.

Nello specifico, il documento "fornisce una descrizione di alto livello di Immuni: è una buona idea leggerlo prima".  Le informazioni più dettagliate sono disponibili in tre capitoli: Descrizione del prodotto - Descrizione della tecnologia - Descrizione della sicurezza.

Immuni sarà un software open source con licenza GNU Affero General Public License versione 3. Sono previsti test di penetrazione, i risultati saranno condivisi. 

I dubbi del Copasir
E' pronta, votata con l'astensione del M5S), la relazione del Comitato parlamentare sui servizi di sicurezza (Copasir) sulla app Immuni.

Dopo una serie di audizioni, anche della ministra per l'innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano, il documento è in attesa di alcune questioni tecniche prima di essere inviato alle due Camere. I dati devono essere gestiti in Italia, occorre fare attenzione ai rischi sulla sicurezza nazionale e al pericolo hacker: sarebbero queste alcune delle raccomandazioni del Copasir riguardo l'app scelta dal governo per la gestione del contact tracing.

Al momento emergono solo alcune indiscrezioni sul contenuto della relazione che, comunque, affronta unicamente questioni inerenti ai risvolti che l'introduzione della app potrebbe comportare sotto l'aspetto della sicurezza dello Stato e dei cittadini.  Come suo compito istituzionale, il Copasir ha esaminato l'app Immuni dal punto di vista di eventuali rischi di vulnerabilità  dei dati acquisiti. 

Bending Spoons: Immuni promossa dal Mit
Intanto, la società milanese che ha sviluppato l'app Immuni ci tiene a precisare in una nota che il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, "ha promosso Immuni a pieni voti, assegnandole 5 stelle su 5".

Il riferimento è all'analisi del Mit, che ha lanciato 'Covid Tracing Tracker' per informare in modo trasparente le caratteristiche e implicazioni delle app per il contact tracing scelte dai vari Paesi.  "A Immuni erano inizialmente state assegnate 4 stelle su 5, ma in seguito alle nuove informazioni emerse relative alla gestione dei dati degli utenti e privacy, l'app si è guadagnata i pieni voti", conclude la nota di Bending Spoons.

Il Parlamento europeo discute di contact tracing
In Italia Immuni potrebbe essere diponibile a partire da giugno -  il decreto sull'app, laddove trasmesso dal Senato, scade il 29 giugno - ma l'argomento app, su scala europea, arriva già in aula a Bruxelles. I rischi potenziali per la privacy e la gestione dei dati saranno al centro del dibattito anche al Parlamento europeo dove, con il Consiglio europeo e i Commissari Thierry Breton e Didier Reynders, gli eurodeputati discuteranno le applicazioni mobile in fase di sviluppo e già in uso in alcuni Stati membri.

In una risoluzione adottata il 17 aprile in plenaria, il Parlamento aveva già sottolineato che le autorità nazionali e comunitarie devono rispettare pienamente la legislazione sulla protezione dei dati e sulla privacy. 
 
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