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Coronavirus

In Lombardia si attende il picco dell'epidemia

Coronavirus, Zaia: "Nuovo progetto di sanità pubblica". Sono 63 i medici morti

Il prezzo dei caduti pagato dalla categoria medica alla guerra contro il coronavirus diventa sempre più alto. Negli ultimi 2 giorni sono morti altri 11 camici bianchi. Intanto in Veneto si riprogetta la sanità pubblica e in Lombardia si attende che finalmente arrivi il picco del contagio

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"Oggi abbiamo approvato un nuovo progetto di sanità pubblica secondo il quale, tra l'altro, si prevede che entro 5 giorni facciamo un test a tutti quelli che sono a casa malati e siamo attualizzati a fare dei trattamenti a domicilio per evitare il prima possibile l'ospedalizzazione". Lo ha detto il governatore della Regione Veneto Luca Zaia, nel corso della quotidiana conferenza stampa dalla sede della Protezione Civile del Veneto. Un incontro nel quale è stato come l'emergenza sia ancora lontana dal finire, ma che, con l'esperienza fatta in questo drammatico periodo, la lotta al coronavirus vede l'Italia più attrezzata di prima.

Procrastinare le restrizioni
"Le restrizioni ci hanno aiutato a rallentare il contagio, sto preparando un'ordinanza per riuscire a procrastinare le restrizioni, se sarà necessario, in base ai dati di questa settimana. Il picco - ha ricordato Zaia - è programmato per il 15 aprile ma già da questa settimana vedremo il trend".

Patente per i guariti
"Dovremo pensare a un'uscita come a un soft landing, dovrà essere graduale, non tanto come uscita dei cittadini, ma come riprendere normali condizioni di vita. Immagino che una delle soluzioni - ha proseguito Zaia - sulla quale noi stiamo lavorando, è quella del test sierologico, in modo di andare a vedere se si sono formati gli anticorpi, e qui ci vogliono tempistiche, modalità. Stiamo cercando di ragionare anche su questo fronte, in modo da dare una patente che attesti che tu hai avuto la risposta anticorpale. C'è anche da dire che abbiamo casi di re-infezione. Potrebbe anche accadere, e qui ce lo dovranno dire gli scienziati, che chi ha già avuto una risposta anticorpale magari potrà comunque essere esposto a un'ulteriore infezione, magari di una variante del virus".

Ospedale Fiera Milano
"Una grande opera che solo l'ingegno e la concretezza lombarda potevano realizzare in così poco tempo": così il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana ha definito l'ospedale in Fiera, dove oggi è tornato "per la benedizione dell'arcivescovo Mario Delpini. Con lui ho incontrato tutti i lavoratori che in questi giorni hanno contribuito giorno e notte alla nascita di questa struttura". All'incontro hanno partecipato anche il presidente della Fondazione Fiera, Enrico Pazzali, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, oltre al vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala e gli assessori Giulio Gallera e Davide Caparini.

Il picco lombardo è vicino
In Lombardia ''il picco è vicino, abbiamo una discesa dell'accelerazione con la quale il contagio procede. Vanno valutati più giorni, ma ormai i dati ci dicono questo, anche le apparenze ci dicono che questa accelerazione è diminuita''. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala.

Mobilità ridotta
In Lombardia il dato di sulla mobilità registrato ieri ''è del 24% rispetto a un giorno normale, calcolando anche il fatto che abbiamo avuto un'ora in meno per l'ora legale. È un dato molto basso, la domenica precedente avevamo il 26% e i dati vedono una riduzione di 1-2 punti sistematicamente, anche nei giorni feriali. Questo ci fa dire che le misure stanno funzionando e la gente sta rispondendo". Lo ha detto il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala.

Morti altri due medici, il totale sale a 63 
Si allunga il 'bollettino di guerra' dei medici caduti per Covid-19, in tutta Italia, che sale a ben 63 morti. Si registrano infatti altri 2 nuovi decessi nelle ultime ore, che vanno ad allungare l'elenco, appena aggiornato, dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), pubblicato sul suo sito e listato a lutto. Gli ultimi due camici  Bianchi deceduti sono: Valter Tarantini, ginecologo di Forlì-Cesena e Guido Riva, medico di medicina generale di Bergamo. 

Altri 11 erano morti nello scorso week end: Rosario Vittorio Gentile, medico di famiglia di Cremona; Francesco Dall'Antonia, ex primario dipartimento Chirurgia di Vicenza; Abdulghani Taki Makki, odontoiatra di Fermo; un medico penitenziario di Foggia di cui non è stato reso noto il nome; Aurelio Maria Comelli, cardiologo di Bergamo; Michele Lauriola, medico di famiglia di Bergamo; Francesco De Alberti, ex presidente dell'Ordine dei medici di Lecco; Mario Luigi Salerno, fisiatra di Bari; Roberto Mario Lovotti, medico di famiglia di Milano; Domenico Bardelli, odontoiatra di Lodi; Giovanni Francesconi, medico di famiglia di Brescia.
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