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MONDO

Respinto il ricorso di Cupertino

Cartello per il prezzo degli ebook, Apple condannata a pagare 450 milioni di dollari

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il ricorso di Apple contro l'accusa di aver messo in piedi un cartello con cinque editori per aumentare il prezzo degli e-book, confermando la condanna per il gruppo di Cupertino e la sanzione da 450 milioni di dollari già stabilita dalla Corte d'appello di New York. La vicenda risale al 2010, prima del lancio dell'iPad 

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La Corte Suprema ha respinto il ricorso: Apple dovrà pagare circa 450 milioni di dollari per aver violato le leggi federali dell'Antitrust statunitense aumentando i prezzi degli ebook con la complicità di cinque editori (Hachette Book Group, HarperCollins Publishers LLC, Macmillan, Penguin Group Inc e Simon & Schuster Inc).

Lo Suprema americana, nel respingere il ricorso, ha rigettato la richiesta dell'azienda di Cupertino di essere ascoltata per difendersi dalle accuse. Con questa decisione, è stata confermata la sentenza di giugno della Corte di appello di New York.

Sotto alla lente erano finiti gli aumenti di alcuni ebook che su Amazon erano venduti a 9,99 dollari mentre Apple li proponeva anche a 14,99 dollari. Della cifra, 400 milioni andranno ai consumatori, 30 milioni in spese legali e i restanti 20 alle amministrazioni degli Stati dove sono stati aumentati i prezzi dei libri elettronici. La condanna risale al 2010, quando Apple tentò di costringere Amazon a rialzare il prezzo dei suoi e-book fissato a 9.99 dollari, attraverso un'intesa con i cinque gruppi editoriali, i quali hanno già tutti patteggiato.

Ai tempi di Steve Jobs
A incastrare Apple era stata una mail scritta da Steve Jobs e inviata a James Murdoch, il figlio più giovane del magnate di News Corp Rupert Murdoch, ai tempi alla guida della casa editrice HarperCollins. "Unisciti ad Apple
e vediamo se riusciamo a creare un mercato di massa degli ebook a 12,99 e 14,99 dollari", si legge in un passaggio della mail. Due giorni dopo la ricezione,  HarperCollins firmò un accordo con Cupertino. Era il 2011 e da poco Apple aveva lanciato il suo primo iPad con il quale voleva provare a conquistare il mondo degli eBook.

Il 30 giugno 2015 la Corte d'appello di New York aveva confermato la sentenza contro Apple sugli ebook. Nel 2013 il giudice distrettuale, Denise Cote, aveva stabilito che Apple era colpevole di aver violato le norme antitrust "giocando un ruolo centrale nel facilitare" un aumento dei prezzi degli ebook, creando un cartello con le maggiori case editrici.

L'obiettivo di Apple, secondo l'accusa, era quello di spingere Amazon, leader di mercato degli ebook, a rivedere il proprio modello di business. Apple si era subito detta contraria alla sentenza, e aveva assicurato che avrebbe continuato a combattere le false accuse nei suoi confronti. Da qui la decisione di presentare appello e poi il ricorso alla Corte Suprema. 
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