ECONOMIA

Crisi

Cgia: la ripresa rallenta, l'Italia torna ultima in Ue

Il livello di crescita raggiunto nel 2017 è lo stesso di quello registrato nel 2003 e per recuperare la situazione ante crisi (2007) le previsioni di crescita elaborate da Prometeia ci dicono che dovremo attendere il 2022-23

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Sebbene il peggio sia alle nostre spalle, la ripresa economica consolidatasi nel 2017 (+1,5 per cento circa) rischia di affievolirsi già a partire da quest'anno. E' quanto sostiene la Cgia di Mestre che rileva come gli ultimi dati di previsione elaborati dalla Commissione europea per il 2018 indichino come il Pil reale dell'Italia sia destinato ad aumentare dell'1,3%.

Tra i 27 paesi Ue monitorati, nessuno conseguirà una crescita più contenuta. La Grecia, ad esempio - secondo la Cgia -, che solitamente è il fanalino di coda europeo, quest'anno dovrebbe aumentare la propria ricchezza del 2,5%, mentre la Francia segnerà il +1,7%, la Germania il +2,1% e la Spagna il +2,5%.

Per la Cgia anche i consumi delle famiglie (+1,1%) e quelli della Pubblica amministrazione (+0,3%) registreranno le variazioni di aumento tra le più striminzite in tutta l'Ue. Un risultato molto preoccupante per la Cgia, visto che la somma dei valori economici di queste due componenti costituisce l'80% circa del reddito nazionale totale. In materia di tasse, invece, sono previste delle novit positive. 

La Cgia, inoltre, sottolinea che il livello di crescita raggiunto nel 2017 è lo stesso di quello registrato nel 2003 e per recuperare la situazione ante crisi (2007) le previsioni di crescita elaborate da Prometeia ci dicono che dovremo attendere il 2022-23.

Se per le esportazioni l'Italia ha recuperato il livello pre crisi già nel 2014, per "colmare" i consumi delle famiglie e gli investimenti (pubblici e privati) persi in questi 10 anni di crisi si dovrà attendere rispettivamente il 2019-20 e il 2030.    

Sul fronte del lavoro, infine, la Commissione europea stima il tasso di disoccupazione in discesa al 10,9%, mentre il numero degli occupati dovrebbe salire di 0,9 punti percentuali.  "A differenza di quanto  successo in questi ultimi anni - segnala il Segretario della Cgia Renato Mason - speriamo che il nuovo esecutivo che uscir dalle urne torni ad occuparsi dei temi strategici per il futuro di un paese: come, ad esempio, creare lavoro di qualit, quali politiche industriali e formative sviluppare, come affrontare le sfide che l'economia internazionale ci sottopone. Abbiamo bisogno di affrontare queste tematiche, altrimenti rischiamo di  veder aumentare lo scollamento gi molto preoccupante tra il mondo della politica e il paese reale".    

A livello regionale i dati previsionali ci dicono che nel 2018 il Veneto è  destinato a guidare la classifica della crescita del Pil (+1,6%). Al secondo posto l'Emilia Romagna e la Lombardia (+1,5%) e in quarta posizione il Friuli Venezia Giulia (+1,4%). Tra quelle attualmente in ritardo la Cgia indica la Calabria (-11,2%), la Liguria (-11,4), la Sicilia (-12,5), l'Umbria (-14,9) e il Molise (-16,9) . 
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