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ECONOMIA

Varoufakis: "Fiducioso che incontro sia costruttivo"

Crisi greca. A Bruxelles Eurogruppo straordinario

I 19 ministri delle finanze dell'Eurozona stanno preparando un comunicato congiunto
con il governo greco su come verrà gestito il debito di Atene ceh oggi presentava il piano di rientro dal debito. Lunedì il vertice decisivo dei ministri economici dell'Eurozona. Domani vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue: primo faccia a faccia Merkel-Tsipras. 

Eurogruppo (Ansa)
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Bruxelles A Bruxelles i ministri delle Finanze e dell'Economia dell'Eurozona si stanno confrontando per decidere le sorti della Grecia e mettere in piedi un piano per garantire la gestione del debito ellenico. Lo hanno reso noto fonti diplomatiche dell'Unione europea, aggiungendo che un possibile accordo potrebbe arrivare lunedì, in un nuovo incontro. Durante una pausa un funzionario del governo greco ha riferito che le parti stanno lavorando per raggiungere una intesa che possa portare benefici sia alla Grecia sia altri Paesi dell'Eurozona. 

Ferma la fiducia del ministro delle finanze greco Yanis Varoufalis. Prima di entrare all'Eurogruppo e dopo aver visto in giornata il direttore del Fmi, Christine Lagarde - che ha parlato di un buon incontro con il rappresentante del governo di Tsipras - Varoufakis, ha riferito a un giornalista di essere fiducioso che il vertice di Bruxelles sarà costruttivo e che la Grecia non uscirà dall'euro perchè non è nei piani. La delegazione di Atene - ha riferito un funzionario dell'esecutivo ellenico - ha discusso oggi con Lagarde, il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbolem, e il presidente del gruppo di lavoro europeo, Thomas Wiesercon la possibilità di un accordo ponte che prenda il posto del piano di assistenza in scadenza il 28 febbraio . Favorevole a trovare un buon accordo, che "tenga conto del risultato elettorale, di cui non si può non tenere conto", è il commissario Ue Moscovici: "Vogliamo Atene nell'euro, lavoriamo a compromesso". 

Gli altri 18 ministri dell'Eurozona devono verificare i margini per un accordo sui finanziamenti, i programmi economici e la gestione del debito ellenico che sarà presentato proprio dal carismatico ministro di Tsipras. La prima parola è toccata a Varoufakis, mentre gli altri membri sono stati messi al corrente della piattaforma di partenza per Atene prima di avanzare delle soluzioni. Intanto in Grecia, proprio mentre a Bruxelles è in corso il vertice, migliaia di persone sono scese in strada per sostenere le richieste del governo di Alexis Tsipras. Non solo ad Atene, ma anche Salonicco e Patrasso. La folla davanti al parlamento a piazza Syntagma chiede la fine delle politiche di austerità, e una lotta a disoccupazione e impoverimento. "Con la nostra partecipazione vogliamo sostenere il governo Tsipras, che lotta per i nostri diritti", ha detto una donna.

Entrando all'Eurogruppo, il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble aveva ribadito che il programma concordato in cambio degli aiuti da Atene dal governo precedente "deve essere completato, o non ci sarà nessun programma", posto che la Grecia è libera di fare le sue scelte. "Il programma continuerà a essere vigilato dalla Troika", ha aggiunto, secondo quanto riporta il quotidiano ellenico Kathimerini.

L'olandese Jeroen Dijsselbloem, che guida l'Eurogruppo, in giornata era stato abbastanza morbido affermando di "essere aperto alle idee" del nuovo governo greco. Dato che però ha subito dopo ribadito che per l'Eurozona il punto di partenza delle discussioni sono gli impegni e gli accordi presi dalla Grecia, si capisce che il percorso è pieno di ostacoli. Le discussioni partono in una atmosfera molto tesa. La riunione di stasera andrà per le lunghe, non saranno prese decisioni: l'appuntamento per la partita finale è per lunedì prossimo quando è già previsto un incontro dell'Eurogruppo.

Le scadenze greche
L’ultimo piano di aiuti di Fmi-Bce-Ue scadrà alla fine di febbraio e se non ne sarà negoziato un altro significa che dal giorno successivo la Grecia potrà contare soltanto sulle sue risorse per finanziarsi. Il debito greco ammonta a circa il 175 per cento del Pil (quell italiano è al 130%) per un totale di circa 323 miliardi di euro. Sul debito il governo greco paga un’interesse molto alto, ed è costretto a mantenere un avanzo primario (cioè una differenza tra le entrate e le spese dello stato, prima del pagamento degli interessi sul debito) pari al 4,5%. Interrompere le trattative con la Troika significa rinunciare a finanziarsi nuovamente a queste condizioni. 

Il debito di 240 miliardi
Dei 240 miliardi di 'aiuti' (l’Italia ha contribuito con 41 miliardi di euro), ossia il debito contratto da Atene con la Troika, ricordiamo che solo il 9-10% è andato a sostegno della spesa pubblica o del reddito dei cittadini greci. Sono stati acquistati titoli di stato greco detenuti dalle grandi banche private europee ed internazionali che premevano per disfarsene, minacciando quindi di accelerare il processo di bancarotta dello Stato. E una parte è andata a pagare gli interessi sul debito pubblico cresciuti a dismisura.

Tra marzo e fine estate la Grecia dovrà versare al Fondo monetario 4,7 miliardi e oltre 6 alla Bce per i bond in scadenza. Successivamente dovrà rinnovare i titoli di Stato a breve termine in scadenza. Per fare tutto questo servono 20 miliardi. Poi c'è il problema delle banche con la decisione della Bce di bloccare i finanziamenti pur avendo dato il via libera temporaneo allo sportello nazionale dell'assistenza per la liquidità. Si tratta in particolare dell’Ela (Emergency Liquidity Assistance), uno “strumento di emergenza” tramite il quale le banche greche possono continuare a finanziarsi presso la Bce ma a un tasso di interesse molto superiore a quello garantito normalmente (1,55 per cento contro 0,05 per cento). L’Ela può però essere revocato facilmente e i membri tedeschi del consiglio della Banca centrale hanno già fatto sapere che molto presto i criteri di finanziamento dell'istituto dovranno essere rivisti in maniera più rigorosa. Senza la possibilità di utilizzare l’Ela, le banche greche avranno grossissime difficoltà a procurarsi la liquidità necessaria per le loro operazioni di tutti i giorni. Senza un accordo con impegni precisi e con un percorso certo di verifiche da parte dei creditori è impossibile procedere.

Su una cosa sono tutti d'accordo: l'idea di Atene di avviare una trattativa cancellando gli accordi precedenti 'non sta nè in cielo nè in terra' indica una fonte diplomatica dell'Eurozona. Nessuna eventualità di studiare nuove soluzioni su ripagamenti dei prestiti, scadenze sul debito, profilo delle riforme economiche, decisioni per dare più spazio di manovra sul bilancio nel 2015 e nel 2016, riducendo gli obiettivi di surplus primario senza fissare delle condizioni. "Ci sono delle regole del gioco che non possono essere cancellate da un risultato alle elezioni", ha avvertito l'austriaco Hans-Jorg Schelling.

La questione ucraina dove Atene potrebbe giocare un ruolo 
Gli 'allunghi' politico-diplomatici del governo greco verso la Russia preoccupano non poco i 'palazzi' europei alla luce della drammatica crisi ucraina che domani sarà al centro del Vertice dei Capi di Stato e di Governo. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha detto che la Russia è pronta a esaminare una eventuale richiesta di finanziamento da parte della Grecia (in rubli non in dollari). Se il negoziato fallisse si pensa a un piano B,del quale farebbe parte, quindi, la richiesta di sostegno a Mosca e Pechino. Circola anche l'idea ad Atene di poter giocare un ruolo di mediazione nella crisi russo-ucraina. Il neo-premier greco Tsipras minaccia il veto greco a nuove sanzioni contro Mosca, usandolo nelle trattative per la ristrutturazione del debito e la rinegoziazione dei pagamenti: in cambio il Cremlino contratta con Atene la parziale copertura del passivo con l’Ue e fondi destinati a realizzare le promesse elettorali. L'intreccio dei rapporti politici, economici e diplomatici tra i due Paesi che mette in allarme Bruxelles. 

Domani primo faccia a faccia Merkel-Tsipras
Domani il primo faccia a faccia tra Tsipras e la Merkel, in occasione del vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo dell'Ue. Non ci sono ulteriori indiscrezioni sui termini di un possibile accordo rispetto a quanto emerso nei giorni scorsi. Che si tratti per un accordo-ponte per dare tre-quattro mesi di tempo a Tsipras per preparare un programma economico (Atene ne chiede 6-7) e per definire le linee di un programma futuro relativo ai pagamenti e alla gestione del debito nel medio periodo è ormai assodato. Ciò per fronteggiare nel breve il problema della liquidità del governo e per fronteggiare nel medio periodo il rischio di instabilità finanziaria.

 
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