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SALUTE

Staminali cordonali

Curano 80 malattie, ma noi i cordoni li buttiamo

Il trapianto di cellule staminali estratte dal cordone ombelicale è ormai sovrapponibile, per successi raggiunti, a quello del midollo osseo, molto più invasivo. Ne beneficiano non solo i bambini e non solo le persone nate da quel cordone, funziona su una ottantina di patologie: ma in Italia semplicemente li buttiamo nei rifiuti speciali

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Nel mondo si sono ormai superati i 30mila trapianti di cellule staminali cordonali. Lo ha annunciato Eliane Gluckman, che è massima esperta mondiale di trapianto cordonale​ e Presidente dell'European Group of Bone Marrow Trasnplantation.

“Il trapianto di cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale dei nascituri è ormai una realtà consolidata e ha mostrato tassi di successo sovrapponibili al più invasivo espianto di midollo osseo da donatore vivente” dice il Prof. Francesco Zinno, Docente di Immunoematologia all’Università di Tor Vergata “e i campi di applicazione aumentano di giorno in giorno: uno studio statunitense, condotto presso la Duke University, ha dimostrato come il trapianto autologo di cellule staminali cordonali abbia reso possibile la ripresa di bambini affetti da paralisi cerebrale infantile che, altrimenti, sarebbero stati destinati all’invalidità; lo scorso luglio una bambina italiana di 20 mesi, affetta da paralisi cerebrale infantile,  ha ricevuto due infusioni di cellule staminali del proprio cordone ombelicale (precedentemente raccolto e conservato) che hanno già portato significativi miglioramenti. Oggi, è addirittura possibile curare bambini affetti da patologie genetiche come l’ADA-scid (il sistema immunitario è praticamente inesistente e i piccoli malati sono costretti al perenne isolamento) e la Sindrome di Wiskott-Aldrich (malattia che provoca emorragie, infezioni gravi e tumori).

Secondo i Registri, nel 2014 erano oltre 610mila nel mondo i campioni disponibili, sia donati che conservati per uso autologo con scopi preventivi o raccolti per la cura di un familiare malato.

“Ma in Italia oltre il 95% dei cordoni vengono gettati come un rifiuto speciale, sprecando letteralmente un preziosissimo materiale biologico dalle enormi potenzialità terapeutiche. È come gettare nel contenitore dei rifiuti ospedalieri un qualunque organo potenzialmente utilizzabile per un trapianto. Solo nel nostro Paese, ogni anno si ammalano di leucemia circa 5 bambini ogni 100.000 abitanti e i linfomi rappresentano il 15% di tutti i tumori nei bambini di età compresa tra 0 e 14 anni, questi piccoli pazienti potrebbero guarire grazie alla lungimiranza dei propri genitori o alla generosità di altri" dice ancora il prof Zinno.

I trapianti effettuabili con cellule staminali da cordone servono per 57% per curare pazienti adulti e il 43% casi pediatrici, questo perché la versatilità delle staminali cordonali permette anche di usare più di un campione e avere quindi la quantità di cellule necessarie per curare pazienti adulti.

Tra le 80 patologie che è possibile curare o addirittura guarire grazie a queste cellule staminali ci sono le leucemie acute, nel 20% hanno trattato sindromi mielodisplastiche e mieloproliferative (condizioni neoplastiche in cui le staminali del midollo osseo non producono correttamente le cellule sanguigne), nel 14% sono state impiegate nei linfomi, i rimanenti casi comprendono tumori solidi, patologie del midollo osseo, disordini autoimmuni e malattie rare.
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