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MONDO

Continua repressione dopo fallito golpe

Turchia, arrestati i leader del partito filocurdo Hdp

Bloccati gli accessi ai social media. Scontri polizia-curdi dopo arresti deputati. Ue: 'Provvedimenti compromettono democrazia parlamentare'. Gentiloni: preoccupati . Ankara: non accettiamo lezioni dall'Europa

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Un tribunale turco ha convalidato l'arresto dei leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag, fermati insieme ad altri 10 deputati con accuse di "terrorismo". Lo riporta l'agenzia statale Anadolu. 

Selahattin Demirtas è stato arrestato nella sua casa nella città sudorientale di Diyarbakir, mentre la co-leader Figen Yuksekdag è stata fermata ad Ankara. Il loro arresto appare essere parte di un'ampia operazione contro l'Hdp, che è il terzo partito più grande del parlamento. Anadolu non ha fornito ulteriori dettagli sull'inchiesta, ma la televisione Ntv ha detto che i due sono accusati di aver diffuso propaganda a favore del Partito dei lavoratori curdi (Pkk), organizzazione che Anakara considera fuorilegge. Secondo il giornale Hurriyet diversi altri parlamentari Hdp sono stati arrestati, compreso il prominente deputato Sirri Surreya Onder. 

Demirtas dal carcere: continueremo nostra lotta
"Siamo di fronte a un altro stadio del colpo di stato civile in corso sotto la guida del governo e del Palazzo (del presidente Recep Tayyip Erdogan, ndr). Io e i miei colleghi continueremo a resistere dovunque e sempre contro questo golpe fuorilegge. Questi giorni di persecuzione prima o poi finiranno di fronte alla nostra resistenza. Continueremo la nostra lotta politica e democratica. Continueremo a ripetere i nostri appelli di pace": così il leader del partito filo-curdo Hdp e deputato Selahattin Demirtas, in un messaggio dal carcere. 





Bloccati i social media
Intanto il gruppo di monitoraggio Turkey Blocks denuncia che l'accesso ai principali social media è stato bloccato nella notte in Turchia. Facebook, Twitter e Youtube risultano inaccessibili dall'1.20 ora locale, si legge sul sito del gruppo. Restrizioni sono state imposte anche ai servizi di messaggistica di WhatsApp e Instagram, per la prima volta a livello nazionale negli ultimi anni. Secondo Turkey Blocks, l'oscuramento è legato all'arresto di 11 parlamentari del partito pro-curdo Hdp, nell'ambito di indagini antiterrorismo.

Scontri polizia-curdi dopo arresti deputati 
La polizia turca ha respinto con la forza gruppi di manifestanti a Istanbul, nella capitale Ankara e a Diyarbakir, principale città curda nel sud-est del Paese, che protestavano contro gli arresti di 12 deputati del partito filo-curdo Hdp. Lo riportano media locali. Diverse manifestazioni sono inoltre state impedite in tutta la Turchia.

Berlino convoca l'ambasciatore turco
Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha convocato al ministero "l'inviato turco" dopo gli arresti di stanotte dei deputati curdi: lo riferisce il sito del settimanale Der Spiegel. Il ministro degli Esteri, Frank
Walter Steinmeier, ha convocato l'ambasciatore turco - spiega una fonte del ministero tedesco - per sottolineare che "il diritto di Ankara a fronteggiare la minaccia del terrorismo non giustifica il bavaglio o il carcere per l'opposizione”.

Ue: arresto leader Hdp compromette democrazia parlamentare
L'Unione europea condanna l'arresto dei co-presidenti del partito turco filocurdo di sinistra Hdp, Selahattin Demirtas e Figen Yüksekdag, e afferma che questo "compromette" la democrazia in Turchia. "Gli arresti compromettono la democrazia parlamentare in Turchia e esacerbano la già molto tesa situazione nel sudest del Paese, per la quale può esserci solo una soluzione politica", si legge in un comunicato sugli arresti diffuso dall'Alta rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, Federica Mogherini, e dal Commissario Ue per la politica di vicinato, Johannes Hahn.

Un "segnale spaventoso sulle condizioni del pluralismo politico in Turchia": così il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz ha commentato gli arresti di alcuni deputati curdi avvenuti nella notte. Per Schulz, le ultime iniziative del governo di Ankara "mettono in discussione la sostenibilità delle relazioni tra Ue e Turchia".

Ankara: non accettiamo lezioni dall'Europa ++
Le reazioni di molti Paesi Ue all'arresto in Turchia per "terrorismo" di deputati del partito filo-curdo Hdp sono "inaccettabili". Lo ha detto il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, accusando tra l'altro diversi Paesi europei di "dare un sostegno molto forte al Pkk" curdo, considerato un'organizzazione terroristica sia dalla Turchia che dall'Ue: "Non accetteremo lezioni da loro sullo  stato di diritto". Nelle scorse ore la questione è stata al centro di un colloquio telefonico tra Cavusoglu e  Federica  Mogherini.

Paesi scandinavi convocano ambasciatori Ankara
Gli ambasciatori turchi in Norvegia, Svezia e Danimarca sono stati convocati dai ministri  degli esteri dei tre Paesi affinché forniscano spiegazioni sugli arresti di numerosi esponenti politici filo-curdi avvenuti nelle ultime ore in Turchia. Borge Brende, ministro degli esteri della Norvegia, Paese che non fa parte dell'Unione Europea, ha affermato che, anche se la Turchia ha il diritto di combattere il terrorismo, "questo non giustifica l'imbavagliamento o anche l'arresto di oppositori politici". 
 

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