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MONDO

Il caso di Markus R.

Germania, datagate alla tedesca: a rischio l'identità di 3500 agenti dell'intelligence

Un agente che lavorava contemporaneamente per la Bnd, i servizi segreti tedeschi e la Cia avrebbe rubato una lista con i nomi veri e quelli sotto copertura di centinaia di agenti segreti 

La centrale della Bnd a Berlino (EPA/Soeren Stache)
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di Emma FarnèBerlino Il caso di Markus R., l'agente tedesco che lavorava contemporanemente per Germania e Stati Uniti aveva già scosso Berlino l'estate scorsa. Nel Datagate tedesco ora emergono altri (inquietanti) dettagli: la spia avrebbe rubato una lista di 3500 nomi, con scritto il vero nome e quello sotto copertura di centinaia di agenti dell'intelligence tedesca. Secondo informazioni della Bild Zeitung, l'uomo aveva memorizzato la lista sul suo hard disk, poi sequestrato durante una perquisizione. L'agente è ancora oggi agli arresti, ma non è chiaro se abbia inoltrato i nomi a qualcun altro.

I nomi a rischio
La lista rubata è stata classificata dall'intelligence tedesca come "strettamente confidenziale" e Bild scrive che "la metà degli agenti che lavorano per la Bnd (l'agenzia di intelligence federale, ndr) potrebbe venire smascherata". I nomi sono quelli di agenti che lavorano all'estero, in ambasciate e in collaborazione con l'esercito in Paesi come Afghanistan, Mali, Libano e Sudan. Le loro responsabilità riguardano quindi la protezione di soldati in zone di crisi; gli agenti hanno anche il compito di raccogliere informazioni per i partner della Nato. 

L'arresto di Markus R.
L'agente di 31 anni che lavorava contemporaneamente per Cia e Bnd è stato arrestato nel 2014: tra il 2012 e l'anno scorso avrebbe venduto alla Cia 208 documenti riservati e in cambio avrebbe ricevuto 75mila euro, ben oltre i 25mila euro di cui si era parlato all'inizio. Ora il timore è che Markus R. abbia venduto anche la lista dei 3500 agenti - che comunque risale al 2011 a un'altra agenzia di intelligence che fa capo a un governo straniero.
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