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ITALIA

L'intervista al grillino Morra sul blog di Grillo

Davigo: governi si sono dati da fare non per stroncare la corruzione, ma indagini e processi

In questi anni hanno fatto leggi - spiega il Presidente dell'Anm - "che impedivano le indagini e azzeravano le prove acquisite e creavano enormi difficoltà". Poi rileva come le varie amministrazioni non hanno mostrato un atteggiamento di fermezza neppure davanti all'evasione fiscale

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"Negli ultimi 25 anni la classe politica, per quanto riguarda in particolare le indagini e i processi in tema di corruzione si è data molto da fare, non per stroncare la corruzione ma per stroncare le indagini e i processi, facendo leggi che impedivano le indagini e azzeravano le prove acquisite e creavano enormi difficoltà". Lo dice il Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Piercamillo Davigo, in una intervista rilasciata al senatore M5S Nicola Morra e pubblicata sul blog di Beppe Grillo.

"Con una certa differenza fra centro destra e centro sinistra - aggiunge- il centro destra ne ha fatte così grosse e così male che di solito non hanno funzionato, o sono state dichiarate incostituzionali o comunque ne è stata data una interpretazione che consentiva di limitarne i danni. Mentre il centro sinistra le ha fatte molto mirate, ottenendo risultati". Per quanto riguarda poi l'andamento generale della giustizia, non sono state fatte riforme che la rendono più efficiente, sono  state fatte riforme che di solito non hanno inciso per niente. Qualche volta peggiorative".

E ancora sulla corruzione e l'evasione fiscale, il Presidente dell'Anm incalza: " Difficile spiegarsi per quale ragione cambiando i governi e le amministrazioni, non sembra esserci un atteggiamento di fermezza di fronte alla lotta alla corruzione, ma Ia stessa cosa accade pari pari nei confronti dell'evasione fiscale. Più o meno tutti i governi che si succedono annunciano una dura lotta all'evasione fiscale cominciando con un condono quindi, perdonando intanto gli evasori, che non mi sembra un bel modo di fare la lotta all'evasione fiscale". 

Davigo infine affronta il tema dei dipendenti pubblici ricordando che "la Costituzione prevede che siano assunti di regola, mediante concorso. Il problema è che in Italia di solito i dipendenti pubblici non sono affatto assunti mediante concorso. Vengono assunti in modi vari: per chiamata, precariato, etc. Questo ha come prima conseguenza che normalmente non sono fedeli alla Repubbica ma al padrino politico che li ha messi lì".

"Questo è il primo dato - spiega Davigo - il secondo dato è che non hanno il più delle volte un senso di appartenenza all'amministrazione di cui fanno parte, che deriva da professionalità elevata, dal senso e dall'orgoglio di essere stati scleti perchè bravi. Perché se quel che conta è il rapporto di fedeltà personale, e non la capacità professionale, viene meno anche questo. In altri Paesi, per esempio la Francia, con la sua amministrazione, o in Gran bretagna, questo orgoglio di appartenenza c'è. Ed è anche normale che queste amministrazioni siano un ostacolo serio a eventuali tentativi di devianza da parte degli organi sovraordinati, di solito quelli politici, quando ordinano cose illegali si rifiutano di farle". "Da noi - dice ancora - se uno si rifiuta di farle passa dei guai, nella migliore delle ipotesi non lo promuovono".


 
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