POLITICA

Il ddl è legge. Poletti: passo storico verso misura universale

Ddl per il contrasto alla povertà: via libera dal Senato. Nasce il reddito di inclusione

Il ddl è stato approvato con 138 voti a favore, 71 contrari e 21 astenuti. Aiuti a 400mila famiglie. Sarà elevato da 400 a 480 euro il tetto massimo del sostegno

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L'aula del Senato ha approvato in via definitiva il ddl sul contrasto alla povertà. I sì sono stati 138, 71 i no, gli astenuti 21. L'articolo unico del ddl, che è collegato alla manovra finanziaria, delega il governo ad adottare entro sei mesi più decreti legislativi per introdurre una misura di contrasto della povertà assoluta, denominata reddito di inclusione. Per riordinare le prestazioni di natura assistenziale e per rafforzare e coordinare gli interventi dei servizi sociali garantendo in tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni.

Per il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti l'approvazione del ddl è un  passo storico. A breve - ha spiegato in ministro - grazie alla maggiore disponibilità di risorse (1,6 miliardi per il 2017) sarà emanato un decreto che amplierà la platea di beneficiari raggiungendo oltre 400 mila nuclei familiari, per un totale di 1 milione e 770 mila persone". E i 400 euro al mese, saranno elevati a circa 480 euro estendendo i requisiti di accesso.

I principi e criteri direttivi della delega stabiliscono che il reddito di inclusione deve essere una misura unica a livello nazionale, di carattere universale, subordinata alla prova dei mezzi e all'adesione a un progetto personalizzato di inclusione, articolata in un beneficio economico e in una componente di servizi alla persona. Per beneficiare della misura sarà previsto un requisito di durata minima di residenza nel territorio nazionale.

E' previsto un graduale incremento del beneficio e dell'estensione dei beneficiari, da individuare prioritariamente tra i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave, donne in stato di gravidanza, disoccupati di età superiore a 55 anni. 

Su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, commenta il via libera al ddl



Ministro Poletti: "Passo storico verso misura universale"
L'approvazione del ddl sulla povertà rappresenta un "passo storico" verso l'introduzione di una misura universale che tenga conto della condizione di bisosgno economico e non dell'appartenenza a singoli categorie (anziani, disoccupati, genitori soli, ecc. Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti saluta l'approvazione definitiva del provvedimento. Tale strumento, dice il ministro, "rappresenta il pilastro fondamentale del Piano nazionale per la lotta alla povertà e colma un vuoto annoso nel sistema italiano di protezione degli individui a basso reddito, che ci vedeva come l'unico Paese, insieme alla Grecia, privo di una misura un nuovo approccio alle politiche sociali, fondandosi sul principio dell'inclusione attiva, ovvero sul vincolo di affiancare al sussidio economico misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi".

"Per quanto riguarda il reinserimento al lavoro -aggiunge Poletti- sarà naturalmente determinante il ruolo dei Centri per l'impiego che potranno contare su 600 ulteriori unità di personale che, nella prospettiva di attuazione del REI, avranno il compito, in collaborazione con i servizi sociali del territorio, di favorire il collocamento al lavoro delle persone più deboli". 

Poletti ricorda che la delega al governo prevede anche la razionalizzazione delle varie prestazioni sociali e il rafforzamento del coordinamento dei servizi sociali, per garantire in tutta Italia il raggiungimento di standard di qualità nei servizi. Si tratta di aspetti imprescindibili del Piano che servono a dare efficacia agli interventi di sostegno e di accompagnamento delle persone più fragili.

"Su questo -sottolinea il Ministro- è stato fondamentale far convergere fonti di finanziamento europee (PON Inclusione) e nazionali e assicurare la collaborazione attiva tra i vari livelli di governo e tra questi e gli attori del privato sociale: Ministero, INPS, Regioni, Comuni, Terzo settore".

"Siamo già molto avanti -conclude Poletti- con la preparazione dei provvedimenti attuativi della legge, che intendiamo sintetizzare in un unico decreto legislativo, in modo da ottimizzare i tempi, rendendo operativo l'esercizio della delega prima dei sei mesi previsti, per dare risposta quanto prima ai cittadini in difficoltà".

Intanto prosegue l'attuazione del SIA, il Sostegno per l'inclusione attiva, operativo da settembre 2016, che ha permesso di testare il nuovo approccio e che ha già dato risposte concrete a circa 65 mila famiglie per un totale di 250 mila persone. A breve, grazie alla maggiore disponibilità di risorse (1,6 miliardi per il 2017) sarà emanato un decreto che amplierà la platea di beneficiari raggiungendo oltre 400 mila nuclei familiari, per un totale di 1 milione e 770 mila persone.


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