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AMBIENTE

Fulco Pratesi: la natura si riprende da epidemie

Delfino morto a Ostia. "Non toccatelo"

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Un delfino morto è stato trovato su una scogliera del litorale romano, tra il porto di Ostia e Fiumara Grande. Ne dà notizia la onlus Oceanomare Delphis, che parla di un "sospetto caso di morbillivirus" e avverte: "È importante che l'animale non venga toccato o avvicinato fino al momento dell'arrivo degli esperti". Scrive su Facebook l'associazione che cura il progetto dei 'Delfini Capitolini': "È di oggi la triste notizia di un delfino spiaggiato a Ostia. La segnalazione ci è arrivata grazie alla collaborazione instaurata con il X Municipio di Roma, prendendo atto del buon funzionamento dell'effetto rete generato dalla segnalazione di un cittadino". La preoccupazione del team di Oceanomare Delphis è "che l'individuo spiaggiato sia uno dei 'Delfini Capitolini', nome del progetto di ricerca e monitoraggio dei cetacei del litorale romano, tra Ostia, Fiumicino e Torvaianica condotto dal 2011 da Odo".

Gli istituti zooprofilattici di Lazio e Toscana interverranno per comprendere le cause della morte. Sottolinea la onlus: "Considerato che negli ultimi mesi sono stati numerosi gli spiaggiamenti di delfini nel nord Tirreno (in Toscana sono arrivati a 41 spiaggiamenti di delfini, tra stenelle e tursiopi), che il principale indiziato delle cause di morte è il morbillivirus (ancora da accertare con sicurezza), causa di epidemie di cetacei negli anni Novanta, e che gli animali possono essere portatori di patogeni trasmissibili all'uomo, è importante che l'animale non venga toccato o avvicinato fino al momento dell'arrivo degli esperti".



Pratesi: natura si riprende da epidemie
La notizia della morte dell'ennesimo delfino nelle acque del Tirreno, davanti a Ostia - già 48 casi nel 2019, 49 con quello di oggi - non sorprende Fulco Pratesi, storico ambientalista e presidente onorario del Wwf. "Il Morbillivirus, che colpisce i cetacei e anche altri mammiferi, potrebbe essere anche in questo caso la causa della morte - sottolinea il fondatore del Wwf intervistato dall'Agi. E aggiunge: "Ma bisogna anche saper accettare che ci sono queste ondate di epidemie da cui poi la natura fortunatamente si riprende". Gli ultimi quattro animali deceduti e analizzati dall'Istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana nella sua unità operativa, tutti ritrovati sulle coste toscane nei mesi di giugno e luglio 2019, hanno ad esempio evidenziato "una importante positività per il Morbillivirus dei cetacei (CeMV)", secondo quanto riportato nella relazione dopo l'autopsia. Del resto, il riscontro di Morbillivirus nei mammiferi marini spiaggiati in Toscana non è una novità; già nel 2013 e ancora nel 2016 si è assistito a importanti epidemie di morbillo che però hanno interessato principalmente la specie Stenella striata.

"D'altra parte - osserva Pratesi - queste notizie ci dicono che può anche essere che di delfini ce ne siano di più rispetto al passato". Il fondatore del Wwf ha dedicato una intera vita alla tutela e alla salvaguardia dei delfini che una volta venivano cacciati per farne il Musciame, leccornia apprezzata soprattutto a Genova e negli altri paesi costieri. "Era una tremenda mattanza di delfini - ricorda - la cui carne si vendeva anche a gran prezzo, un po' come il caviale o la bottarga", spiega il veterano degli ambientalisti italiani, che aggiunge: "Ma oggi, sia di delfini che anche di balena se ne cominciano a vedere di più di un tempo. Una volta era un caso, ora arrivano anche sotto costa, vicino alle spiagge. Va ricordato che fino ad una ventina di anni fa, prima che come Wwf facessimo delle battaglie a protezione dei delfini, in molti li uccidevano".
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