POLITICA

La questione libica

Di Maio a Ue: Italia non può essere un campo profughi. I Paesi dell'est accettino i ricollocamenti

"Ci faremo promotori di una conferenza di  pace sulla Libia a Roma - annuncia il candidato premier - che metta intorno al tavolo tutti gli attori e veda protagonista l'Italia". Sullo Yemen: bloccare fornitura armi italiane. Via il contingente italiano dall'Afghanistan

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"Sono qui per parlare di politica estera, parlerò soprattutto di scenari internazionali e meno di Unione Europea, perché per noi la Ue non è politica estera ma la nostra casa naturale, è l'alveo naturale dentro il quale l'Italia deve continuare a sviluppare le sue relazioni economiche e politiche". Così Luigi Di Maio, leader del M5S, arrivando alla Link Campus University.

Ma è proprio alla Ue che il canidato premier del Movimento 5Stelle lancia un avvertimento: "finchè la crisi libica non sarà risolta l'Ue non può pensare che l'Italia sia un campo profughi". E spiega: "Mi aspetto collaborazione dai Paesi dell'est che accedono a fondi europei e che non possono quindi non accettare i ricollocamenti". Sulla difficile questione libica, Di Maio annuncia: "Ci faremo promotori di una conferenza di  pace sulla Libia a Roma, che metta intorno al tavolo tutti gli attori e veda protagonista l'Italia, tenendo presente che l'Eni è lì dal 1959 e la Libia ha un interesse geostrategico per noi rilevante". 

Di Maio poi parla anche di altre aree di crisi.  Sul Medio Oriente afferma: "Due popoli e due stati questa è la nostra linea. Va riconosciuto lo stato di Palestina ed Israele deve avere il diritto di vivere in sicurezza. Per noi Hamas è una seria minaccia terroristica". Poi è la volta dello Yemen: "Dall'Italia partono armamenti che forniscono arsenali al conflitto in Yemen. Le nostre leggi e la nostra Costituzione vietano questo genere di forniture. Noi siamo impegnati in prima linea per bloccarle. I Paesi dell'Occidente devono dare l'esempio smettendo di alimentare quel conflitto".

Sull'Afghanistan inoltre sottolinea:  "Sono fermamente convinto della presenza dell'Italia nella Nato ma ci sono delle missioni su cui è meglio essere chiari. La missione in Afghanistan sta esponendo a rischi inutili i nostri soldati. Noi pensiamo che l'Italia non debba più restare lì col suo contingente". Infine sulla complicatissima questione nordcoreana, Di Maio asupica che la Cina abbia un ruolo più attivo nella soluzione della crisi: "E' assurdo che si parli di guerre nucleari nel 2018. Il trattato di non proliferazione è un nostro faro e spingeremo per questo". 

Visto il ruolo chiave, importante che riveste il Ministro degli esteri di un Paese, il candidato premier dei 'grillini' spiega: "Proporremo una persona che deve conoscere quel mondo e l'importanza della moderazione e della ponderazione delle parole. Una guida politica che possa rappresentare il nostro programma ma anche garantire continuita' alle politiche del passato che condividiamo". 

Via 2x1000 partiti,legge conflitto interessi 
"Se avremo la maggioranza di governo elimineremo il 2 per mille ai partiti, faremo in modo che ci sia massima trasparenza su fondazioni e casse dei partiti e faremo una legge sul conflitto di interessi". E' quanto sottolinea il capo politico M5S Luigi Di Maio in una conferenza stampa organizzata dal M5S sui finanziamenti privati ai partiti e sul ruolo delle lobby. "Noi vogliamo tutelare i portatori d'interesse, ma qui i partiti sono tangenti-dipendenti. L'Italia è all'anno zero nel rapporto tra lobby e forze politiche",attacca.    


 
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