Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/di-maio-risiko-testuggine-movimento-governo-b858809c-0b60-4f8a-aaa3-08d335f8264b.html | rainews/live/ | true
POLITICA

Il post del capo dei 5 stelle su facebook

Di Maio, "Basta destabilizzare M5S. Governare non è risiko"

Si affida a una lunga riflessione postata sul profilo facebook il vicepresidente Luigi Di Maio per fare un punto della situazione sull'unità sia all'interno del Movimento 5 stelle che all'interno del Governo. "Rimettiamo i carriarmatini nella scatola e stringiamoci a testuggine" dice

Condividi
"Non mi interessa se in buona fede o in mala fede, ma se qualcuno in questa fase destabilizza il Movimento con dichiarazioni, eventi, libri, destabilizza anche la capacità del Movimento di orientare le scelte del Governo". Lo scrive su facebook il vicepremier e capo dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, intervenendo sulle recenti polemiche del M5S. "Stiamo governando la Nazione Italia, non stiamo giocando a risiko. Si rimettano i carriarmatini nella scatola e ognuno porti avanti il ruolo che è chiamato ad assolvere nella società: ministro, parlamentare, attivista, cittadino. Abbiamo tutti una grande responsabilità. Sentiamola. Non permetterò che né io né il Movimento veniamo indeboliti da queste dinamiche. Ci mancherebbe altro. Ma è bene che tutti sappiano. Dobbiamo essere una testuggine, non un campo estivo". 

Il post su facebook
"Il Movimento 5 Stelle sta governando da un anno la settima potenza mondiale e la seconda forza manifatturiera d’Europa: l’Italia. Ogni giorno, quando agiamo come forza politica, abbiamo la responsabilità  di 60 milioni di italiani e spesso, esercitando il potere di veto, di 500 milioni di europei. Nel 2018 siamo stati votati da circa 11 milioni di italiani per realizzare un programma, ma soprattutto per riportare questo Paese al posto che merita nel mondo. Quegli 11 milioni di italiani però erano il 33%, non il 51%. Così, per riuscire ad ottenere i risultati promessi, abbiamo deciso di creare questo Governo con un’altra forza politica: la Lega. Abbiamo evitato alleanze e abbiamo sottoscritto un contratto". Comincia così un lungo post su Facebook del vicepremier e capo politico del M5S, Luigi di Maio, che fa seguito alle recenti tensioni nel Governo e anche all'interno dello stesso Movimento. Un Movimento che "ha deciso, dopo le elezioni europee, che io dovessi continuare ad essere il capo politico del Movimento. Da sempre ho incentrato il mio ruolo su un obiettivo: il Movimento 5 Stelle al Governo per cambiare l'Italia. E così sarà". Ma, spiega, "il mio ruolo non è per niente semplice. Ogni volta che sono riuscito a far approvare una proposta di legge che poi, una volta Legge, ci ha riempito di orgoglio, ho dovuto fare un accordo di maggioranza ad un vertice di maggioranza. Mi sono seduto al tavolo per ore e per notti intere e ho contrattato ogni punto, visto che non abbiamo mai avuto una maggioranza autonoma".
 
Ogni volta che abbiamo preso decisioni su leggi che hanno cambiato o cambieranno la vita a milioni di italiani - prosegue Di Maio - ho dato il massimo per trovare la quadra e ottenere il miglior risultato per i cittadini, nonostante le profonde differenze di vedute che c’erano all’interno del Governo. Ho fatto solo il mio dovere, ma questo non vuole dire che sia stato semplice. A quel tavolo siamo riusciti in un anno a trovare la quadra su provvedimenti storici come il Reddito di Cittadinanza, Quota 100, Legge Anticorruzione, Decreto Dignità, Decreto Crescita, Decreto Sblocca Cantieri, Taglio dei vitalizi, taglio delle pensioni d’oro, sblocco fondi per i comuni italiani, taglio di un terzo dei parlamentari, due miliardi di euro all’innovazione digitale e tanto altro. Ben 8 provvedimenti ogni 10 sono stati del Movimento 5 stelle".

"La forza di contrattare a quei tavoli - conclude Di Maio - proviene fondamentalmente da due fattori: capacità personali e compattezza della forza politica che rappresenti. Oggi vorrei soffermarmi su questo secondo punto. Quando due forze politiche si siedono al tavolo attraverso i loro capi politici, ognuno dei due deve poter garantire che sugli accordi che si prendono, i parlamentari, i sindaci, i governatori, agiranno di conseguenza. Se non è così iniziano seri problemi. Ed è anche per questo che in passato quando qualcuno non ha votato la fiducia al Governo è stato espulso".

Nugnes annuncia addio: Decide tutto Di Maio, dopo 10 anni vado via
"Al giro di boa di un anno di governo devo constatare che qualsiasi critica costruttiva è diventata impossibile. Ogni aspetto della vita del Movimento, dentro e fuori dal Parlamento, è sottoposto alla volontà del capo politico e per questo, dopo più di dieci anni, lascio i 5 Stelle". Con queste parole, riportate dal 'Manifesto', Paola Nugnes annuncia il suo addio al M5S. La senatrice ormai ex pentastellata spiega di aver ingoiato troppi rospi, l'ultimo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata la reazione alla richiesta di apertura di una fase costituente dopo il tonfo alle elezioni europee. "Richiesta archiviata attraverso il plebiscito a favore di Luigi Di Maio sulla piattaforma Rousseau - dice -. Uno strumento che serve solo a ratificare decisioni già prese. Non posso rimanere in un Movimento che vota pure il decreto Sicurezza bis, un insieme di norme che dall’ordine pubblico ai migranti disegna una società che mai mi sarei augurata di vedere". 
Condividi