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POLITICA

Roma

Dimissioni Napolitano, Pietro Grasso diventa presidente supplente

Da palazzo Madama a palazzo Giustiniani. Il presidente del Senato sarà Capo dello Stato fino all'elezione del prossimo inquilino del Quirinale. Con la possibilità che possa essere lui. 

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Con le dimissioni Giorgio Napolitano diventa automaticamente presidente emerito della Repubblica e senatore a vita e come tale avrà un suo ufficio a Palazzo Giustiniani (in via della Dogana Vecchia, alle spalle del Senato), che tra l'altro sarà la sede temporanea di Pietro Grasso nelle sue funzioni di presidente supplente della Repubblica.

La seconda volta da supplente
E' la seconda volta che l'attuale presidente del Senato si trova a ricoprire questo ruolo. Nel 2013 esercitò formalmente la funzione, nel breve lasso di tempo tra le dimissioni di Napolitano e il giuramento per il secondo mandato. Stavolta invece il periodo sarà sicuramente più lungo. La prima votazione del Parlamento in seduta comune dovrebbe infatti tenersi alle ore 15 del prossimo 29 gennaio. 

I poteri previsti dalla Costituzione
Fino a quel giorno il suo ufficio sarà nella sala della Costituzione, dove è custodito uno degli originali della Carta fondamentale della Repubblica. Esercitando poteri che la Costituzione non chiarisce e che hanno diviso spesso anche i giuristi. Di base si ritiene che siano propri del supplente tutti i poteri, esclusi quelli sull'elezione e i requisiti per essere eletto, ma non è mai stato chiarito se il supplente possa legittimamente sciogliere le Camere o nominare un Presidente del Consiglio, anche perché finora una situazione del genere non si è mai verificata. Così come non è mai successo (a parte il caso di Cossiga, comunque un unicum nella storia repubblicana) che un supplente venisse poi eletto nuovo Capo dello Stato.

Nella lista dei 'Quirinabili'
Nei giorni scorsi il nome di Pietro Grasso è però circolato nella lista dei 'qurinabili'. In particolare dopo gli auguri di Natale del presidente della Repubblica alle alte cariche dello Stato. L’intervento di Grasso toccò argomenti di alto respiro: la crisi economica, le riforme, l’anti-europeismo, l’Italia in politica estera, la questione etica, la corruzione, gli auspici di papa Francesco. Prove tecniche di Quirinale per molti. 

Il 'metodo Grasso' 
In questo senso, a favore di Grasso, c'è già il precedente della sua elezione a Palazzo Madama. Renzi ha più volte ribadito che il prossimo inquilino del Quirinale sarà scelto cercando la massima intesa tra tutte le forze politiche. Proprio come accadde quando Bersani riuscì a farlo eleggere 16 marzo 2013, facendo convergere su di lui anche i voti di una decina di senatori del M5S e potendo contare sull'appoggio del centrodestra. Dove Grasso, nella sua veste di magistrato e a capo della direzione nazionale Antimafia, è sempre stato molto aprrezzato. Ricambiando, prima dell'apertura e la candidatura con il Partito democratico, con le sue affermazioni di voler assegnare un premio al governo di Silvio Berlusconi per la lotta a Cosa Nostra. Il presidente del Consiglio potrebbe provarci insomma, auspicando una maggioranza bipartisan per un Capo di Stato basato sul 'patto del Nazareno'. 

I precedenti a sfavore
A sfavore di Grasso gioca però la storia. Come detto nessun presidente supplente è poi salito al Colle. Solo 4 volte c'è stata una supplenza per i motivi previsti dalla Costituzione: nel 1964, quando Cesare Merzagora sostituì Antonio Segni colpito da trombosi, nel 1978 quando Amintore Fanfani sostituì Giovanni Leone, dimessosi per l'affare Lockheed, nel 1992, quando Giovanni Spadolini subentrò al dimissionario Francesco Cossiga, e nel 1999 quando Nicola Mancinofece le funzioni di presidente tra le dimissioni di Scalfaro e l'elezione di Ciampi. Il periodo di supplenza più lungo è stato quello di Merzagora (dal 10 agosto al 29 dicembre 1964), il più breve quello di Mancino, appena 3 giorni. Caso a parte è quello di Francesco Cossiga nel 1985: in quell'occasione Pertini si dimise con qualche giorno d'anticipo e Cossiga, da Presidente del Senato, si insediò per tre giorni come supplente prima di giurare come nuovo Capo dello Stato. Da oggi toccha a Grasso allungare la brevissima lista dei presidenti della Repubblica supplenti. Con la possibilità di allungare anche quella dei supplenti che diventano poi Presidenti.
 
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