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MONDO

Un gesto senza precedenti

L'addio di Ratzinger: una scelta avvolta dal mistero

L'annuncio in latino e lo scoop dell'Ansa. I precedenti nella storia della Chiesa, la ricerca dei "segni premonitori" e le domande scatenate dalle dimissioni. Benedetto XVI diventa il primo Papa "emerito": una decisione epocale ancora avvolta dal mistero

Benedetto XVI legge il foglio delle dimissioni
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Roma Le dimissioni di Ratzinger sono arrivate l'11 febbraio di un anno fa, in latino e a sorpresa. Le sentono decine di giornalisti, le capisce solo una persona, Giovanna Chirri, vaticanista fuori moda - come si definisce lei - dell'Ansa. Ad aiutarla anche le parole pronunciate subito dopo dal cardinale Angelo Sodano: "Un fulmine a ciel sereno". A un anno di distanza, seppure nel silenzio dovuto anche alla ventata di novità portata dal suo successore Bergoglio, la decisione di Benedetto XVI resta ancora velata di mistero. 

L'annuncio in latino e l'unica giornalista che lo capisce
Dopo aver annunciato la canonizzazione dei martiri di Otranto, Benedetto XVI, secondo il protocollo, dovrebbe stare in silenzio. Invece continua a parlare. Prende un foglio bianco e dice che non ha convocato i cardinali solo per i decreti di canonizzazione ma che deve fare una comunicazione "importante per la vita della Chiesa" e che sta diventando vecchio. Ingravescente aetate, sono le parole che sceglie e legge impassibile (nel servizio del TG2 si può vedere l'annuncio con traduzione in italiano).

Una decisione epocale che fa il giro del mondo
Per chi le può capire quelle parole significano una cosa sola: rinuncia al soglio pontificio. Lo racconta la stessa Giovanna Chirri: la Ingravescente Aetate "è il documento con cui Paolo VI tolse ai cardinali ultraottantenni il diritto di eleggere i papi, sono le parole per il pensionamento". La sua agenzia delle 11.46 che dà la notizia delle dimissioni del Papa fa il giro del mondo, delle cancellerie politiche, dei siti dei social network. Il giorno dopo la notizia delle dimissioni del Papa arriverà sulle pagine di tutti i giornali del mondo. 

Il precedente del Gran Rifiuto
Ratzinger è il primo Papa Emerito della storia della Chiesa ma non il primo a dimettersi. Per trovare un precedente bisogna però tornare al 1294 quando Celestino V, sopraffatto da ingerenze politiche e interessi economici, decise di rinunciare al soglio duramente criticato da Dante che lo definì "colui che per viltade fece il gran rifiuto". 

La ricerca dei segni premonitori
Una decisione, quella di Ratzinger, che sconvolge e turba i fedeli, la Chiesa intera e le istituzioni. E suscita anche curiosità. Parte la ricerca del gesto premonitore. ne ricordiamo due su tutti. Il primo quando nel 2009, visitando L'Aquila ferita dal terremoto, decide di lasciare il pallio papale sulle spoglie di Celestino V in una basilica di Collemaggio praticamente fatta a pezzi dalle scosse. Il secondo rimanda al libro intervista pubblicato nel 2010 da Peter Seewald, La Luce del Mondo: "Quando un Papa giunge alla chiara consapevolezza di non essere più in grado fisicamente, mentalmente e spiritualmente di svolgere l'incarico affidatogli, allora ha il diritto e in talune circostanze anche il dovere di dimettersi"

Il canone 332 e la dietrologia post dimissioni
Quando il Papa sceglie di uscire di scena, una possibilità contemplata nel canone 332 del Codice di diritto canonico, scrive la parola fine ad un ponficato lungo otto anni in cui sono tante le difficoltà che ha dovuto affrontare: lo scandalo Vatileaks e quello della pedofilia all'interno della Chiesa, il macigno dello IOR, le lotte intestine in Curia. Tutto il mondo si chiede il perchè della decisione epocale. C'è chi legge un complotto, chi un mistero insondabile, chi la forza, chi la debolezza, chi la malattia e la depressione, chi la coercizione dei poteri forti. 

"Me l'ha detto Dio"
"Me l'ha detto Dio", dirà più tardi Bendetto XVI ormai non più papa durante un colloquio privato con una persona che pur scegliendo di rimanere anonima ha rivelato parte della conversazione all'agenzia cattolica Zenit. L'addio definitivo al soglio di San Pietro arriverà il 28 febbraio. Da quel momento si ritirerà nel monastero di clausura  Mater Ecclesiae, dentro le mura leonine.

Il Papa cambia la storia
Dall'anno scorso l'11 febbraio cessa di essere, per il Vaticano e per il resto del mondo, il giorno dell'anniversario dei Patti Lateranensi, l'accordo di mutuo riconoscimento firmato nel 1929 dal Regno d'Italia e dalla Santa Sede. Il Pontefice è ora Papa Francesco, che Ratzinger non ha mancato di incontrare. 
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