POLITICA

Disabili, Senato approva Ddl su lingua dei segni con 133 sì

Il provvedimento passa adesso all'esame della Camera

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Il Senato ha approvato con 133 sì, un no e 61 astenuti il ddl sui diritti delle persone sorde e sordocieche, con il riconoscimento della lingua dei segni (Lis). Il provvedimento passa adesso all'esame della Camera.

La legge approvata a Palazzo Madama è attesa da due decenni e riguarda quasi un milione di persone sorde e le loro famiglie. Il ddl stabilisce il riconoscimento della Lis ''quale lingua propria della comunità dei sordi, equiparandola pertanto a una qualsiasi lingua di minoranza linguistica'', che trae la propria origine da una base etnica. La Lis, invece, come si legge nella relazione, viene considerata una ''lingua non territoriale'' della comunità dei sordi.

In termini pratici vuol dire che la Lis verrà utilizzata nei rapporti con le amministrazioni pubbliche e con gli enti locali, nonché nei procedimenti giudiziari civili e penali. La legge garantisce l'insegnamento della lingua dei sordi nella scuola primaria e secondaria di primo grado, nonché l'utilizzo dell'interprete della Lis nelle scuole superiori e nelle università. Verranno inoltre incentivate le trasmissioni televisive nelle quali è utilizzata la Lis e quelle gestite dai sordi.
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