Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/dl-fisco-salta-lo-scudo-per-ilva-e-il-taglio-iva-sugli-assorbenti-625613c9-a4b6-4d75-9a9f-62dcf525c657.html | rainews/live/ | true
ECONOMIA

Lo scontro

Dl fisco: salta lo scudo per l'Ilva e il taglio dell'Iva sugli assorbenti

Sul tavolo ci sono circa 600-700 proposte di modifica da votare a partire dalla prossima settimana

Condividi
Il dl fisco e' il primo test per la maggioranza e rischia di aprire lo scontro. E' partito il pressing dei partiti e degli oltre 900 emendamenti presentati in commissione Finanze alla Camera, circa 300 gia' sono stati 'cassati': dallo scudo per l'ex Ilva all'Iva agevolata per gli assorbenti, la maggior parte per estraneita' di materia.

L'opposizione insorge per lo stop sullo scudo e promette battaglia. Ma la presidente della commissione, la pentastellata Carla Ruocco, esprime "profonda indignazione per questa indecente speculazione politica sulla pelle dei cittadini di Taranto: abitanti e lavoratori". "Chiediamo rispetto per l'autonomia e il giudizio dei parlamentari", replica Mauro De Barba, capogruppo di Italia Viva in commissione. "Parlare di speculazione politica su emendamenti volti a togliere ogni alibi ad ArcelorMittal e salvare posti di lavoro - avverte - non solo e' ingeneroso, ma e' profondamente sbagliato".

Alla fine, considerando anche quelle riammesse, sul tavolo resteranno circa 600-700 proposte di modifica da votare a partire dalla prossima settimana. Richieste di correttivi che dovranno comunque fare i conti con le limitate coperture, oggetto di riunioni al Mef.

Tra le proposte bocciate, quelle per ripristinare lo scudo penale per ArcelorMittal nell'attuazione del piano ambientale per l'ex Ilva. Sotto la scure delle ammissibilità sono finiti anche gli emendamenti di Italia Viva (a firma Paita e Marattin) che hanno creato tensioni nella maggioranza. I renziani chiedevano di reintrodurre l'esonero da responsabilita' penale e amministrativa per le condotte di attuazione del piano ambientale di Ilva. Stop anche alle proposte presentate di Forza Italia, a prima firma della capogruppo Mariastella Gelmini, che puntava a reintrodurre l'esonero da responsabilita' penale e amministrativa per le condotte di attuazione del piano ambientale di Ilva e da Fdi, a prima firma Giorgia Meloni, che reintroduceva l'immunita' penale per l'affittuario o acquirente, nonche' per i soggetti delegati, di Ilva con riferimento alle condotte di attuazione.

Bocciato anche l'emendamento bipartisan, a prima firma Laura Boldrini, che puntava a ridurre dal 22 al 10% l'Iva su tutti i prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali. La proposta era stata presentata da una trentina di parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione. Stoppato anche il consueto tentativo di mettere mano al tema delle concessioni balneari. E' stato giudicato inammissibile l'emendamento M5s, a prima firma Corneli, che sospende fino al 31 dicembre 2020 i pagamenti dei canoni di affitto degli stabilimenti balneari, in attesa di una complessiva revisione del sistema delle concessioni demaniali marittime. Non e' passato all'esame nemmeno l'emendamento Pd che prevedeva norme sulla determinazione del canone per le concessioni demaniali marittime. Salta anche la proposta M5s per una detrazione d'imposta fino al 50%, per una spesa fino a 500 euro, per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale airbag per i conducenti e i passeggeri di ciclomotori e motocicli. Semaforo rosso anche a una proposta M5s per garantire la continuita' delle attivita' dell'Anac dopo l'addio di Raffaele Cantone e in attesa della nomina di un nuovo presidente. Da fine ottobre il consigliere Francesco Merloni ha assunto le funzioni di presidente dell'Anac, come previsto del regolamento dell'Autorita'. Il Consiglio dell'Anac scadra' a luglio 2020.

Le richieste di modifica che passeranno al voto spaziano dalla stretta sugli appalti ai seggiolini antiabbandono. Il Pd propone la pace fiscale per gli avvisi bonari, anche quelli su cui gia' sono attive rateazioni, un tentativo gia' fatto dai gialloverdi lo scorso anno salvo poi rinunciare per problemi di coperture. Italia Viva chiede il blocco degli aumenti delle tasse locali e di cancellare l'inasprimento delle pene per i grandi evasori con il carcere fino a 8 anni per chi evade piu' di 100.000 euro (dichiarazione fraudolenta), e un aumento anche per la durata minima della detenzione per i diversi reati tributari. Una proposta che rischia di riaccendere lo scontro nella maggioranza.

Da tutte le forze politiche arriva la proposta la proroga al primo luglio dell'applicazione delle sanzioni per commercianti ed esercenti che non accettano il codice fiscale (o il codice giocata), non consentendo cosi' al cliente di partecipare alla lotteria degli scontrini. Tutti d'accordo, sulla moratoria per le multe a chi non installa il dispositivo d'allarme anti-abbandono sui seggiolini per i bimbi fino a 4 anni: Pd e Iv chiedono una proroga al 6 marzo, i 5S invece fino a giugno. Tutti i partiti di maggioranza e opposizione propongono o l'abolizione o la riscrittura della contestata norma sulle ritenute negli appalti. Sul tavolo anche il tema del rilancio dei Pir, i piani individuali di risparmio.
Condividi