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CULTURA

Anniversari

Dopo 200 anni la Chiesa rivaluta Marx. Parola di Marx

L'arcivescovo di Monaco e Frisinga, il cardinale Reinhard Marx, commemora i 200 anni dalla nascita di Karl Marx, e invita a guardare in modo più imparziale alla sua filosofia, anche perché "la dottrina sociale cattolica ha un significativo debito di riconoscenza nei confronti del padre della dottrina marxista"

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Se non si può "storicamente separare un pensatore da ciò che gli altri più tardi hanno compiuto in suo nome" è "anche vero che non lo si deve nemmeno ritenere responsabile di tutto ciò che è stato commesso in seguito alle sue teorie, fino ai gulag di Stalin". Parole dell'arcivescovo di Monaco e Frisinga, cardinale Reinhard Marx, stretto collaboratore di papa Francesco come membro del consiglio di cardinali 'C9' e presidente del Consiglio per l'Economia, che offre una riflessione controcorrente sul suo celebre omonimo, il pensatore di Treviri. Quel Karl Marx, capostipite di quella ideologia che ne porta il nome e che, al netto di ogni giudizio, ha indiscutibilmente condizionato gli ultimi due secoli di storia.

L'occasione - riferisce l'Osservatore Romano - sono appunto i duecento anni (5 maggio 1818) della nascita del pensatore che ha scritto 'Il Capitale'. Il cardinale, presidente della Conferenza episcopale tedesca e in passato vescovo proprio a Treviri, in questi giorni ha rilasciato due interviste, alla "Rheinische Post" e alla "Frankfurter Allgemeine Zeitung", in cui, da studioso della dottrina sociale della Chiesa, si sofferma ad analizzare in controluce il pensiero di colui che da molti è stato sempre avvertito come "uno degli acerrimi critici della Chiesa e dei 'preti'".

Eppure, afferma il prelato, "forse, dopo la fine del socialismo reale in Europa, è possibile avere uno sguardo più imparziale sulla sua filosofia". Perché "Marx è un pensatore che ha contribuito a plasmare la nostra epoca". Certo, "anche in senso negativo". Ma non solo. Insomma, "Marx commemora Marx", come sintetizza Settimananews, il sito in rete dei dehoniani italiani. Per il cardinale, infatti, Marx "era un acuto analizzatore del capitalismo" e "oggi cominciamo a vedere quali effetti politici ed ecologici ha avuto un capitalismo mondiale, globale e senza freni". Infatti, "se si combina l'imperativo tecnologico, 'ciò che è tecnicamente possibile, lo si può anche fare', con quello economico, 'ciò che crea profitti, non deve essere ostacolato', e lo si collega con una morale del male minore, ci conduce all'abisso. Molte cose da lui indicate le vediamo solo ora in tutta la loro ampiezza".

In questo senso, per il cardinale Marx, che rivela di essere stato sempre affascinato dalla lettura dei testi del suo omonimo, la dottrina sociale cattolica ha un significativo debito di riconoscenza nei confronti del padre della dottrina marxista. "Noi siamo tutti sulle spalle di Karl Marx" dice l'arcivescovo citando il gesuita Oswald von Nell-Breuning. "Ciò non significa - puntualizza il cardinale - che sia un padre della Chiesa. Ma la sua posizione è sempre stata un punto di discussione". In ogni caso, conclude, "noi non avremmo dovuto lasciarci rubare da un capitalismo senza freni la bandiera della giustizia verso gli operai e la solidarietà verso coloro che sono calpestati".
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