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Un progetto torinese

Ebola è virale su Twitter. Una mappa italiana mostra in tempo reale come e dove si parla del virus

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Roma Nigeria e Texas, ecco i Paesi che su twitter discutono più di ebola: il primo è libero dal virus da oltre 40 giorni, il secondo è lo Stato americano dove si è registrato il primo caso in America, quello di un'infermiera contagiata. Come se ne parla? E quanto? A queste domande risponde ebolatracking, un sito pensato da studiosi anche italiani, quelli del Data Science Laboratory della piemontese Fondazione Isi che hanno lavorato con il MoBS Laboratory della Northeastern University di Boston 

Dove si parla di più di ebola?
Il sito - con una mappa interattiva aggiornata ogni quarto d'ora - verifica dove si parla del virus: luoghi, città e paesi vengono riconosciuti e localizzati attraverso col database di GeoNames. Queste informazioni generano la mappa: i cerchi gialli indicano i centri urbani: più grande è il cerchio, più alto è il numero di citazioni. Anche il colore dei paesi varia a seconda delle citazioni: dal rosso (maggiore intensità) al bianco (minore intensità). “Il nostro obiettivo è ridurre la complessità e il rumore delle informazioni che oggi circolano attorno al virus Ebola”, spiega Cattuto. “EbolaTracking è uno strumento che mostra in modo diretto e accessibile gli eventi su Twitter, cioè quei gruppi di tweet che – in un lasso di tempo circoscritto – fanno riferimento allo stesso luogo”.

Come funzione Ebolatracking
“Ormai tutti parlano di Ebola su Twitter e il termine viene spesso usato anche in messaggi di spam”, spiega Ciro Cattuto, direttore scientifico di Fondazione ISI e coordinatore del Data Science Laboratory. “Dopo aver scaricato i dati dal social network, EbolaTracking li passa quindi sotto la lente d'ingrandimento di un sistema di machine learning, che abbiamo addestrato a distinguere – in base a diversi attributi – i tweet informativi da quelli che possono invece essere scartati”. 
 
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