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POLITICA

Vigilia della manifestazione: in ballo l’immagine all'estero del made in Italy

Effetto #Expo2015 , ministro Martina: "In 5 anni 50 miliardi di export"

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di Francesco Chyurlia e Juana Sanemeterio  Milano, già capitale d'Italia della moda, si gioca ora la sua partita internazionale con un altro asso nella manica: il cibo. Un ruolo cardine come ambasciatore dell’evento ce l’ha il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina che rappresenta l'agro-alimentare italiano con le sue tradizioni, i suoi primati e i suoi innegabili punti di forza. Ma anche l’agricoltura intesa nel suo significato più ampio, come luogo di difesa dei diritti, per tutti quei Paesi in cui il cibo scarseggia. 

Ministro, siamo arrivati al momento inaugurale di EXPO-2015. Quale filosofia sottende all'evento?
Siamo all’inaugurazione dell’Esposizione universale, un evento eccezionale non solo per Milano ma per tutta l’Italia. Con orgoglio voglio ricordare che ospiteremo per sei mesi oltre 140 Paesi per discutere di una questione decisiva per il nostro futuro: come garantire cibo sano, sicuro e sufficiente ad una popolazione mondiale che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi persone.

Perchè un Expo focalizzato sul cibo?
Il tema di Expo Milano 2015, “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, rappresenta una sfida globale. L'Italia deve essere la patria del diritto al cibo. Racconteremo idee e modelli che possono essere condivisi e diventare buone pratiche per il mondo. Avremo 20 milioni di visitatori che potranno ascoltare, vedere e imparare. Potranno diventare 20 milioni di ambasciatori per il diritto al cibo grazie agli impegni della Carta di Milano.

In che consiste la Carta di Milano?
La Carta di Milano è l'eredità immateriale di Expo Milano 2015. L’Italia propone al mondo un documento che impegna cittadini, imprese e istituzioni ad assumere responsabilità per garantire diritto al cibo e la promozione di modelli sostenibili.

Cosa resterà dopo 31 ottobre di questo enorme cantiere?
Abbiamo un’area con tecnologia innovativa e sulla quale è stato fatto un grosso lavoro di riqualificazione. Si tratta di un valore che non dovrebbe essere disperso. L'idea di un campus scientifico e dell’innovazione è molto interessante per il futuro di Milano.

L'expo può essere un volano per l'agricoltura italiana, la crescita economica e il diritto al cibo? 
Certamente sì. Il nostro settore agroalimentare, che vale già oggi oltre 34 miliardi di euro di export, può crescere ulteriormente grazie all’evento di Milano. Da parte del Governo c'è il massimo impegno perché nei prossimi cinque anni le esportazioni possano toccare i 50 miliardi. Siamo al lavoro per ampliare la connessione tra offerta italiana e domanda internazionale:un tassello decisivo per questo settore in continua crescita e per tutta la nostra economia.

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