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MONDO

Elezioni parlamentari

Libano alle urne, oggi i risultati. Vola Hezbollah, il Partito di Dio

Per  le prime elezioni parlamentari dal 2009 si profila una vittoria di Hezbollah. Secondo i risultati preliminari riferiti dai media locali il movimento sciita e i suoi alleati avrebbero ottenuto oltre la metà dei seggi. Stasera i risultati definitivi

Una sostenitrice di Hezbollah (Partito di Dio)
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Libano

I risultati preliminari -  Secondo gli ultimi sondaggi il gruppo sciita Hezbollah appoggiato dall’Iran e i suoi alleati politici avrebbero conquistato più della metà dei seggi nelle prime elezioni parlamentari in Libano da nove anni. Secondo un calcolo diffuso dai media locali, Hezbollah, classificato dagli Stati Uniti come gruppo terroristico e avversario di Israele, avrebbe ottenuto almeno 67 seggi su 128. Buono il risultato per le Forze libanesi di Samir Geagea, il partito politico maronita libanese anti siriano e anti iraniano di opposizione, che avrebbe raddoppiato la sua presenza in Parlamento passando da 8 a 15 seggi. Forte calo, invece, per al –Mustaqbal (Il Futuro), movimento guidato dal premier sunnita Saad Hariri, alleato dell’Occidente. 21 i seggi ottenuti a questa tornata elettorale, rispetto ai 34 che aveva nel precedente Parlamento.  Il partito ha perso consensi soprattutto nella capitale Beirut a causa delle divisioni nel fronte sunnita ma dovrebbe essere rimasto il gruppo principale in Parlamento. Hariri ha spiegato che il suo partito ha dovuto fare i conti con "numerosi ostacoli", probabilmente riferendosi alla scarsa conoscenza del sistema proporzionale da parte dei suoi elettori, della competizione interna al blocco sunnita a Tripoli e di quella con gli indipendenti e con le liste sostenute da Hezbollah a Beirut.
Il partito Futuro dovrebbe comunque rimanere il singolo partito con piu' seggi in Parlamento, anche se non ci sono ancora dati ufficiali completi. Il Parlamento uscente, in carica dal 2009, a causa del mancato accordo sulla legge elettorale e per problemi di sicurezza legati alla guerra in Siria, ha diverse volte esteso il suo mandato. 

Gli scenari - Se stasera venissero confermati questi risultati, la posizione dell'Iran sullo scacchiere mediorientale si rafforzerebbe, in un momento in cui sono in aumento le tensioni con Israele, che vuole porre fine alla penetrazione militare di Teheran, in particolare in Siria. 

Le prime reazioni -  In attesa di capire se gli Stati Uniti decideranno di uscire dall'accordo sul nucleare di Teheran e in un momento di fortissima tensione con l'Iran, sono già arrivate le prime reazioni: su Twitter il ministro dell'Istruzione israeliano, Naftali Bennett, ha ricordato che «non esiste distinzione tra il Libano come soggetto politico e Hezbollah».   

Affluenza bassa  - Molto bassa l'affluenza, al 49%, contro il 55% del 2009. Alle urne erano chiamati 3,6 milioni di cittadini per eleggere i 128 deputati del Parlamento, per metà cristiani e metà musulmani. «La legge elettorale doveva generare un tasso di partecipazione più elevato che nel 2009», ha dichiarato il ministro dell'Interno Machnouk. «Ma né gli elettori né i responsabili dei seggi hanno ancora familiarità con questa nuova legge, cosa che ha rallentato il processo di voto», ha poi aggiunto.   

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