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MONDO

Il risultato dipenderà dall'affluenza al voto

Spagna: aperte le urne in Catalogna, favoriti gli indipendentisti

Seggi aperti dalle 9 alle 20 per 5 milioni e mezzo di spagnoli della Catalogna per le elezioni politiche locali. Il 35% degli elettori catalani aveva votato alle 13, facendo registrare un aumento di 5 punti dell'affluenza rispetto alle precedenti regionali del 2012. La vittoria dei separatisti significherebbe un altro passo nella direzione dell'indipendenza da Madrid, ma il premier Rajoy ha ribadito che la secessione è illegale e incostituzionale. 

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Roma Il 35% degli elettori catalani ha votato alle 13, facendo registrare un aumento di 5 punti dell'affluenza rispetto alle precedenti regionali del 2012.   Le urne sono aperte in Catalogna dalle 9 alle 20, dove 5,5 milioni di elettori sono chiamati al voto per le elezioni regionali, trasformate dal presidente uscente, il secessionista Artur Mas, in un plebiscito sull'indipendenza. L'affluenza è stata alta fin dall'inizio, con lunghe code in vari seggi di Barcellona,  in una giornata grigia con previsioni di pioggia.

Queste elezioni regionali, trasformate in un plebiscito sull'indipendenza della Catalogna dal presidente uscente Artur Mas, sono state definite dalla stampa di importanza 'storica' per la Spagna.  Alcuni analisti hanno sostenuto che un aumento della partecipazione potrebbe andare a beneficio dei partiti contrari all'indipendenza. 

I sondaggi 
Gli ultimi sondaggi danno gli indipendentisti favoriti. Ma sul risultato finale influirà secondo diversi analisti il livello di partecipazione: se alto, sopra il 72%, potrebbe giocare in favore dei partiti 'unionisti'. I partiti contrari all'indipendenza sperano in una forte affluenza alle urne, convinti che vi sia una maggioranza silenziosa contraria a separarsi dalla Spagna. Già nel voto per corrispondenza si è registrato un
aumento del 65% dei votanti rispetto al 2012.

Sulla stampa
"Le piu' importanti elezioni del periodo democratico" dalla morte di Francisco Franco, le ha definite El Mundo mentre per il catalano La Vanguardia quello di oggi è un appuntamento "speciale", che probabilmente vedrà il tasso di affluenza al voto più alto nella storia elettorale della regione.   

Il secessionista Artur Mas ha annunciato che se vincerà avvierà una 'disconnessione' dalla Spagna con l'obiettivo di arrivare in 18 mesi all'indipendenza, nonostante la  durissima opposizione del premier spagnolo Mariano Rajoy, che ha dichiarato illegale e anticostituzionale ogni spinta verso la secessione.

Tra Danimarca e Finlandia
La Vanguardia ha calcolato che una Catalogna indipendente sarebbe la 14ma potenza economica in una ipotetica Ue a 29, inserendosi fra Danimarca e
Finlandia. 

Per la Spagna invece sarebbe "un disastro": con la secessione della Catalogna perderebbe il 20% del Pil, un decimo del territorio, la parte più ricca del Paese e che più attrae euro e dollari dei turisti stranieri, 7,5 milioni di abitanti su 47 milioni, con un reddito procapite di 26.500 euro, sopra i 22.500 della media nazionale e i 26mila della
media europea.

Fuori dall'Ue, nel 'corralito'
Il premier spagnolo Mariano Rajoy nel muro contro muro con il presidente catalano
Artur Mas è stato categorico: fuori dalla Spagna, la Catalogna 'automaticamente' uscirebbe anche dall'Ue e dall'euro, dai flussi di commercio spagnoli ed europei, perderebbe le liquidità della Bce. Insomma, economicamente una catastrofe che potrebbe costare ai catalani il 20% del loro Pil, la fuga di banche e investimenti, perfino un possibile 'corralito', vale a dire il blocco dei ritiri bancari come è successo in Argentina o in Grecia. 
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