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ITALIA

La Calabria ha chiesto lo stato di emergenza

Emergenza siccità in tutta Italia: acqua già razionata in 20 comuni della provincia di Roma

Sono dieci le regioni in profonda sofferenza per la siccità: l'agricoltura guarda con terrore alla stima delle perdite, in alcune zone non è nemmeno possibile l'irrigazione di emergenza. La Calabria ha già chiesto lo stato di emergenza. 

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A Roma si lavora per evitare il razionamento dell'acqua deciso da Acea Ato 2 che - a partire dal 28 luglio - potrebbe riguardare 1,5 milioni di romani. Intanto, in provincia, passa da 15 a 20 il numero dei comuni dove l'acqua viene erogata secondo turni. Intanto è arrivato lo stop alla captazione dell'acqua del lago di Bracciano da parte di Acea, scelta da cui Zingaretti prende le distanze "non è stata una scelta ma un obbligo" e che giudica sproporzionata perchè  "se è vero che veniva prelevato solo 1 millimetro al giorno dire ora che bisogna bloccare l'acqua per 8 ore a tutti i romani. Il sindaco Raggi in giornata promette di chiamare Regione e Acea per convocare un tavolo. Mercoledì il tavolo dell'Osservatorio Permanente sull'Appennino Centrale con focus su Bracciano: il vertice è stato anticipato e dovrebbe essere presente anche il ministro Galletti. 

I comuni dove l'acqua è già razionata
Sono già 20 i comuni della provincia di Roma dove è già in vigore la turnazione dell'acqua. La misura, attiva da giugno in 15, è stata ora estesa per far fronte alla crisi idrica. Tra i paesi interessati ci sono: Rocca Priora, Rocca di Papa, Zagarolo, Montecompatri, Grottaferrata e Lariano. E' previsto che per alcune ore a settimana, previa comunicazione, l'acqua non venga erogata. 

Zingaretti: è un'esagerazione dire stop dell'acqua a Roma
Il governatore chiede che ora Acea, l'ente gestore, formalizzi una proposta alternativa. La Regione 
farà di tutto per collaborare, compreso valutare captazioni da altre fonti per di garantire il servizio idrico alla città. Se viene prelevato un millimetro al giorno - ha detto in un video postato su Twitter - parlare di stop all'acqua per Roma.

Raggi: chiamerà Acea e Regione per un tavolo
E' proccupata, Virginia Raggi, che oltre un milione di cittadini restino senz'acqua. Per superare qualunque visione politica e non strumentalizzare la vicenda il sindaco di Roma ha fatto sapere che chiamerà Regione e Acea per "convocare quanto prima un tavolo in Campidoglio e trovare delle risorse e delle soluzioni concrete immediatamente, nel breve, medio o lungo periodo". 

La Calabria ha già chiesto lo stato di emergenza
Sono dieci le regioni italiane che stanno facendo le verifiche sui danni dovuti alla siccità. La Calabria ha già chiesto lo stato di calamità per i danni subiti, le Marche sono pronte a dichiararlo. E anche Sicilia, Sardegna, Campania, Toscana, Emilia Romagna ePuglia potrebbero aver bisogno di accedere al Fondo di Solidarietà Nazionale. 

L'Italia che aspetta la pioggia
Ci sono state precipitazioni al nord, soprattutto tra Veneto e Friuli-Venezia-Giulia ma, precisano subito gli esperti, se anche dovessero arrivare come previsto non cambierebbero la situazione dal punto di vista della siccità, già gravissima. 

I danni all'agricoltura
Allarmanti i dati Coldiretti: il Lago di Garda e appena al 34,4% di riempimento del volume mentre il fiume Po al Ponte della Becca a Pavia a circa 3,5 metri sotto lo zero idrometrico. Per gli agricoltori è sempre più difficile ricorrere all'irrigazione di soccorso per salvare le produzioni. Oltre 200 milioni di euro è la stima dei danni da siccità all'agricoltura stimati dalla Coldiretti in Toscana dove la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza. Nelle Marche, dove la Coldiretti stima un danno di circa 30 milioni di euro a soffrire sono un po' tutte le colture a partire dai foraggi per l'alimentazione degli animali, con crolli di produzione stimati fino al 50%. Danni stimati approssimativamente in oltre 60 milioni di euro dalla Coldiretti in Umbria dove il calo delle precipitazioni porterà a una diminuzione delle rese di grano e orzo. Nel Lazio le criticità maggiori si registrano a Latina dove sono compromessi fino al 50% i raccolti di mais, ortaggi, meloni, angurie. Le perdite provocate dalla siccità in Lombardia ammontano a circa 90 milioni di euro, i due terzi dei quali legate a perdite produttive su mais e frumento mentre il resto - riferisce la Coldiretti - è diviso tra il calo nella produzione di latte. In Trentino Alto Adige la produzione del primo taglio di fieno è stata falcidiata del 30%, ma la siccità - continua la Coldiretti - ha fatto ulteriori danni dopo quelli, gravissimi, provocati dalle gelate con perdite anche del 100% in alcune aziende frutticole. Dal mese di aprile, la Regione Veneto ha emesso tre ordinanze sullo stato di crisi per siccità allo scopo di contingentare l'acqua. Gli agricoltori, secondo la Coldiretti, sono costretti a bagnare la soia, il mais, barbabietola, tabacco oltre a tutte le orticole, comprese le frutticole già in emergenza ma anche i prati stabili con conseguente aggravio dei costi di produzione.
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