Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/eni-piattaforma-italiana-fermata-turchia-cipro-marina-militare-turca-42d4eac2-560a-409e-954a-4fe8cd00afbe.html | rainews/live/ | (none)
MONDO

Rapporti Cipro-Turchia

Farnesina: ogni passo diplomatico sul caso della piattaforma Eni

La Farnesina è impegnata "al più alto livello", con le proprie rappresentanze diplomatiche a Nicosia e ad Ankara, per risolvere la situazione della piattaforma Saipem 12000 fermata dalla Marina Militare turca mentre era in viaggio verso Cipro. Erdogan è insofferente alla presenza straniera nella zona dove è stato individuato un nuovo punto di perforazione

Condividi
di Tiziana Di Giovannandrea La Farnesina sta seguendo "al più alto livello", con le proprie rappresentanze diplomatiche a Nicosia ed a Ankara, la vicenda della nave Saipem 12000, cui le autorità turche non consentono al momento di proseguire la navigazione verso l'area di destinazione, esperendo "tutti i passi diplomatici possibili" per risolvere la questione.

Anche Cipro sta compiendo tutti i passi diplomatici necessari per evitare un aumento di tensione dopo il fermo imposto da navi militari turche alla Saipem 12000, nave noleggiata da Eni che ha in programma attività di trivellazione, in seguito all'individuazione di un nuovo punto di perforazione di gas naturale, su concessione del governo cipriota.

L'agenzia CNA ha riportato il pensiero del presidente cipriota Nicos Anastasiades, secondo cui "con tristezza stiamo assistendo alle azioni della Turchia". "Al momento la situazione viene gestita da noi in modo da evitare un'escalation, senza ignorare il fatto che le azioni della Turchia violino il diritto internazionale. Il governo mantiene la calma per evitare qualsiasi crisi compiendo i passi diplomatici necessari affinché i diritti sovrani della Repubblica di Cipro siano rispettati", ha detto secondo quanto riportato dagli organi di informazione locali.  

La piattaforma dell'Eni ha dovuto interrompere il viaggio verso Cipro dopo il fermo da parte della Marina militare turca. L'Eni ha confermato la notizia, resa nota dal ministro degli Esteri cipriota, dicendo che "la Saipem 12000 è stata bloccata dalle navi militari turche in quanto sarebbero in corso attività militari nell'area di destinazione".

Le attività di trivellazione nell'area erano già state contestate dalla Turchia. Nel viaggio in Italia il  presidente turco Recep Tayyip Erdogan nei giorni scorsi, durante l'incontro a Roma con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il premier Paolo Gentiloni, aveva espresso le sue "preoccupazioni riguardo all'Eni", per "i passi sbagliati" della società per "le iniziative nel Mediterraneo orientale". Per Erdogan le perforazioni "del gas naturale in quella regione rappresentano una minaccia per Cipro Nord e per noi", ha riportato la stampa turca.

L'Eni da parte sua ha fatto sapere che dopo l'alt "il mezzo ha prudentemente eseguito gli ordini e rimarrà in posizione, in attesa di un'evoluzione della situazione. La Saipem 12000 ha in programma attività di perforazione per conto di Eni nel blocco 3 nelle acque della Zona Economica Esclusiva della Repubblica di Cipro". L'Eni è presente a Cipro dal 2013 e possiede interessi in sei licenze situate nelle acque della Zee, la zona economica esclusiva cipriota, i Blocchi 2, 3, 6, 8, 9, 11 come vengono chiamati, di cui cinque come operatore. Evidenti sono gli interessi economici in gioco tra Cipro e Turchia.
Condividi