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MONDO

La Cassazione accoglie il ricorso

"L'espulsione della Shalabayeva è illegittima"

La Suprema Corte ha annullato senza il rinvio (cioè senza nuovo giudizio) il provvedimento del giudice di pace emesso a maggio 2013: la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov era stata imbarcata su un volo con la figlia di sei anni. "Ha diritto al risarcimento"

Alma Shalabayeva
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Alma Shalabayeva non doveva essere espulsa dall'Italia. Per la Cassazione, il provvedimento di rimpatrio è viziato da "manifesta illegittimità originaria": questo il verdetto sul ricorso presentato dalla moglie del dissidente kazako Muktar Abliazov, riguardo al provvedimento del giudice di pace del maggio 2013. Per il caso, la donna "ha diritto a un risarcimento".

"Irreparabile vulnus al diritto di chiedere asilo"
È stata così annullata senza rinvio la convalida del trattenimento della donna al Cie di Roma (Ponte Galeria) da parte del giudice di Pace di Roma che faceva seguito al provvedimento di espulsione emesso il giorno prima. Shalabayeva, dopo aver passato qualche ora nel Cie, era stata messa su un volo per il Kazakistan insieme alla figlia Alua, di sei anni. "La contrazione dei tempi del  rimpatrio e lo stato di detenzione e sostanziale isolamento" nel quale è stata tenuta Alma Shalabayeva "dall'irruzione alla partenza, hanno determinato nella specie un irreparabile vulnus al diritto di richiedere asilo" - spiega la Cassazione "e di esercitare adeguatamente il diritto di difesa".

"Aveva validi titoli di soggiorno"
"Peraltro il controllo della sussistenza di due titoli validi di soggiorno intestati ad Alma Shalabayeva sarebbe stata operazione non disagevole, attesa la conoscenza preventiva della sua identità che ha costituito una delle ragioni determinanti il sospetto (rivelatosi errato) dell'alterazione del passaporto diplomatico in quanto intestato non ad Alma Shalabayeva ma ad Alma Ayan". 

 
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