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POLITICA

Congresso +Europa

Europee, Calenda: "Manifesto per chi non vuole Italia zerbino di Orbán"

"Io non voglio riunire le sinistre ma voglio riunire chi pensa che dobbiamo rimanere nella serie A europea anche combattendo con Germania e Francia" dice l'ex ministro. Il sindaco di Milano: "In questo momento è più importante unire che non dividere"

Carlo Calenda, Emma Bonino
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"Io non voglio riunire le sinistre ma voglio riunire chi pensa che dobbiamo rimanere nella serie A europea anche combattendo con Germania e Francia. Dobbiamo farlo perchè ci sono volute tre generazioni di italiani per portarci lì e non voglio che l'Italia diventi lo zerbino di Orbán e della Polonia". Lo dice l'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, a margine del congresso di +Europa a Milano. 

"Nel manifesto noi abbiamo coerenza: chi condivide i nostri punti programmatici non deve andare a cercare alleanze nazionali con Lega o Movimento 5 Stelle. Questo è l'unico punto dirimente e abbiamo tante personalità di centrodestra, centrosinistra, che si sono iscritte al manifesto". La proposta di Calenda ha "superato largamente i 130 mila iscritti e militanti - spiega l'ex titolare del Mise - e l'obiettivo è idealmente quello di arrivare alla fine della prossima settimana intorno ai 200-250mila e da lì iniziare una mobilitazione sul territorio per crescere ulteriormente". Calenda poi avverte: "Quella che abbiamo davanti sarà "una battaglia durissima che vorrei combattere tutti insieme. Quello che voglio dire al Pd è che se non sono convinti, io non farò da paravento per un'operazione di allargamento". 

Sala: "Se Calenda è in campo, grande vantaggio per tutti"
"E' un primo grande tentativo, direi decisivo, di voler aggregare, ma lo spazio è aperto. Non manca molto tempo alle europee, quindi bisogna fare in fretta". Così Giuseppe Sala sul 'manifesto' lanciato da Calenda Il sindaco di Milano ha dato la sua adesione al manifesto dell'ex ministro. "Ha rotto un fronte e ha parlato di aggregazione, non mi stupirei se nascessero anche altre iniziative, l'idea è veramente di stare tutti insieme in queste elezioni europee e mettere tutti un po' da parte l'ego", ha proseguito, "In questo momento è più importante unire che non dividere: ci sono differenze, non è che io sono uguale a  Calenda, ma la scelta è da che parte stare. Si sta per l'Europa e certi principi, o no?". 

"Nessun asse con Berlusconi alle europee, troppo diversi"
Il sindaco di Milano infine - su un possibile asse con Silvio Berlusconi alla europee - replica: "Non ci sarebbero neanche i tempi, in una visione storica chissà, ma direi assolutamente di no, mi pare che sia un modo di sentire e di vedere molto molto diverso". 
 
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