ITALIA

Eutanasia, Cappato: un italiano al giorno in Svizzera

Marco Cappato (Ansa)
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"Quasi un italiano al giorno muore in Svizzera con il suicidio assistito e le istituzioni italiane lo sanno".

A dirlo, a nome dell'associazione Soccorso Civile, è stato Marco Cappato, questo pomeriggio, rendendo dichiarazioni spontanee ai carabinieri di Massa, a seguito della morte di Davide Trentini.

"Chi non è attaccato ad una macchina - spiega Cappato - anche se la sua sofferenza è enorme, si vede negato il diritto ad essere accompagnato alla morte e deve recarsi all'estero. Solo una minima parte riesce ad andare in Svizzera".

Cappato e Mina Welby si autodenunciano per caso Davide
"Abbiamo raccontato ai Carabinieri l'aiuto economico e logistico fornito a Davide per l'eutanasia. E abbiamo confermato che andiamo avanti". Così il radicale Marco Cappato, che oggi insieme a Mina Welby si è recato dai Carabinieri di Massa per auto-denunciarsi dopo aver accompagnato Davide Trentini, malato di Sla, in Svizzera per l'eutanasia.

"Il 25 agosto del 2016 - ha spiegato Cappato - sono stato contattato via email da Anna, la mamma di Davide, che mi ha spiegato la situazione di salute del figlio. Da allora ho intrattenuto rapporti con Davide fino a quando ha  ricevuto la cosiddetta 'luce verde', cioé la verifica delle condizioni necessarie per poter ottenere l'assistenza alla morte volontaria in Svizzera. Abbiamo raccontato come dichiarazioni spontanee tutto quanto accaduto e da noi messo in atto nell'aiuto a Davide Trentini per ottenere l'assistenza alla morte in Svizzera".
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