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ITALIA

Terminato il cda straordinario

Milano: bufera Expo, sette arresti. Il commissario Sala: "Tradita la mia fiducia"

"In vista dell'incontro di martedì con il Presidente del Consiglio, intendo esaminare quali siano le migliori condizioni di lavoro della Società nell'esclusivo interesse dell'Expo, del Paese e dell'assoluto rispetto della legalità" 

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Milano Terremoto su Expo 2015. In manette, il direttore pianificazione acquisti Angelo Paris e altre sei persone. Tra loro, Primo Greganti, il "compagno G" - già arrestato ai tempi di "Mani Pulite" nei primi anni novanta - l'ex parlamentare dc Gianstefano Frigerio, l'ex parlamentare pdl Luigi Grillo, per l'intermediario Sergio Catozzo e l'imprenditore Enrico Maltauro. Ai domiciliari Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde. A Milano si è concluso intanto il consiglio di amministrazione straordinario della società Expo. Il commissario unico Giuseppe Sala, su cui erano circolate voci di possibili dimissioni, in serata fa sapere di non volersi sottrarre alle proprie responsabilità ma di sentirsi tradito. Il riferimento è proprio ad Angelo Paris, il responsabile dell'Ufficio contratti finito in manette.

Sala: la mia fiducia tradita
"Svolgo da sempre la mia attività professionale credendo nel lavoro di squadra e nella lealtà dei comportamenti. Oggi questa fiducia appare sorprendentemente tradita da una delle persone di Expo'' ha detto il commissario unico. "Dal mio punto di vista - ha aggiunto - non intendo sottrarmi alla responsabilità che comunque è sempre in capo a chi guida una società". 

Le accuse: corruzione e turbativa d'asta, "una vera e propria cupola"
Secondo i p.m., gli amministratori avrebbero costituito una vera e propria "cupola" con la politica, per la spartizione degli appalti. Su Paris pesa un'intercettazione nella quale diceva: i do tutti gli appalti che volete se favorite la mia carriera".
 La "cupola" - secondo le ricostruzioni dei magistrati - prometteva "avanzamenti di carriera'' grazie a ''protezioni politiche'' a manager e pubblici ufficiali. Un'associazione che aveva la "capacità di avere ramificazioni in diversi settori dell'alta amministrazione, nonchè appoggi e agganci di carattere politico istituzionale che hanno assicurato la possibilità di avvicinare con successo pubblici ufficiali". Primo Greganti spiegano i pm "copriva e proteggeva le cooperative". 
Nelle carte figurano anche i nomi di Silvio Berlusconi e Gianni Letta che, ad ora, non risultano indagati. I magistrati fanno riferimento ad una cena, che si sarebbe tenuta ad Arcore - residenza milanese di Berlusconi - alla quale avrebbero partecipato Paris, una trentina di imprenditori e il commissario unico di Expo Giuseppe Sala. Quest'ultimo - esponente di Forza Italia - nega che il tema della cena sia stato quello dell'assegnazione degli appalti, ma "la costituzione di club di Forza Italia".

Il pm Robledo non firma gli atti
Il pm Alfredo Robledo ha spiegato al Csm (organo di autogoverno della magistratura) le ragioni del suo mancato visto alle misure dell'inchiesta Expo, lamentando di non essere stato messo in condizioni dal procuratore Bruti Liberati, "in violazione della normativa", di fare una valutazione sulla posizione di un indagato.  Robledo ha descritto una "situazione di sospensione: non sappiamo se possiamo fare un pedinamento, se possiamo fare intercettazioni"; e ribadendo la sua convinzione che in questa inchiesta "non c'è nulla" di competenza della Dda, ha parlato di un "depauperamento totale" del suo Dipartimento.

Maroni: "Mai parlato con Frigerio, Sala ha nostra fiducia". Renzi in settimana a Milano
Dalle intercettazioni dell'inchiesta, emerge che uno degli arrestati avrebbe effettuato un "intervento presso Maroni e presso Berlusconi per raccomandare la nomina di Angelo Paris presso Infrastrutture Lombarde spa". Il presidente della Regione Lombardia replica: "C'è gente che millanta di parlare con me, ce n'è tanta in giro, ma io non ho mai parlato nè con Frigerio nè con altri". Sul lavoro del managment di Expo, "Sala ha la nostra fiducia, nonostante questo brutto colpo".
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato così la vicenda: "La politica non metta becco e lasci lavorare la magistratura". Maroni ha affermato che la prossima settimana il premier potrebbe essere nel capoluogo lombardo.

L'inchiesta
L'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Milano Ilda Boccassini e dai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio e condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano. Il gip Fabio Antezza ha emesso 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere e una agli arresti domiciliari. La Guardia di Finanza ha effettuato anche numerose perquisizioni.
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