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FOOD

inaugurazione Identità Expo

Cosa ha mangiato Matteo Renzi, il menù per Expo di Massimo bottura

 il premier ha mangiato i piatti ideati dallo chef stellato per l'esposizione universale 

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di Paola Cutini È stato uno degli chef italiani più famosi al mondo, Massimo Bottura, ad inaugurare il temporary restaurant di Identità Expo, all'interno dell'esposizione universale di Milano dedicata alla alimentazione. Un menù, quello ideato da Bottura, completamente votato alla lotta allo spreco alimentare e pensato appositamente per Expo 2015. Un menù gustato anche dal presidente del Consiglio Matteo Renzi a pranzo.


La prima portata - tagliolino primavera - viene servita in una tazza: all'interno il brodo di miso con fiori di sambuco è una crema di bucce di fave, piselli e asparagi. Gli stessi elementi li ritroviamo appena scottati a dare croccantezza al tutto. Una prima portata dolce, ma fresca ed equilibrata. Davvero ottima. Poi si passa al Tortellino in brodo di tutto. Il classico tortellino è immerso nel brodo preparato con bucce di patate e topinambur tostate, midollo, manzo. Il risultato è un brodo scuro, saporito e molto fluido con i tortellini che vengono esaltati.


Il terzo piatto ha un nome impossibile da ricordare: "Beautiful Sonic Disco of Love and Hate at the Gate of Hell Painting with Wicked Pools of Glorious Color and Psychedelic Spin-painted Cotechino, not Flame Grilled", ispirato al dipinto omonimo dell'artista Damien Hirst. Un cotechino, cotto nella vaporiera sostituendo l'acqua con il lambrusco (qui si ritrova l'elemento della territorialità a cui lo chef di Modena è molto legato). Il cotechino è preparato con tutta la carne che era nel brodo della portata precedente e poi inserito nell'aceto balsamico e avvolto in una polvere di sedano rapa, carote e cipolle scaldate al forno. L'effetto del dipinto è dato dalle salse che colorano il piatto.

Dulcis in fundo. Un classico reinterpretato dallo chef: pane latte e zucchero che diventa pane e oro. Un dolce simbolo della filosofia anti-spreco che reinterpreta quello che lo chef mangiava prima di andare a dormire quando era bambino per farlo diventare un piatto di alta cucina.
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