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POLITICA

La visita

Expo, Renzi incontra il presidente kazako Nazarbayev: "Ue ed Asia collaborino contro il terrorismo"

Il premier dice: "Ci piace l'Europa che costruisce ponti, non i muri". 

Matteo Renzi a Milano (LaPresse)
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"Uno sforzo geopolitico comune per la pace" e contro il terrorismo. È quello che ha chiesto Matteo Renzi, in un discorso all'Expo di Milano a margine dell'incontro con il presidente kazako Nursulta Nazarbayev. "Il business è importante - ha detto il premier -, vogliamo fare di più, ma il primo argomento di cui abbiamo discusso è che noi condividiamo un'idea di lotta al terrorismo e pace universale, di ascolto e inclusione culturale".

Renzi ha quindi ricordato che anche questa volta l'Italia firma "accordi di quasi 600 milioni di dollari". Ma non è questo il primo punto, ribadisce: "Nazarbaev guida un paese con quasi cento etnie diverse. E in questo momento c'è grande bisogno che tutti i paesi dell'area asiatica collaborino tutti insieme. Il primo elemento di condivisione è uno sforzo insieme geopolitico per difendere la pace e i valori di rispetto e di tolleranza".

"Entro dicembre 2015 faremo una missione ufficiale in Kazakhstan", ha concluso il premier mentre, parlando di Europa, ha detto: "L'Europa che ci piace è quella che costruisce ponti e non muri", facendo evidente riferimento al progetto ungherese di un muro da costruire al confine con la Serbia in funzione anti-immigrazione.

L'Italia è "il primo partner commerciale del Kazakistan" e l'impegno "è di creare di creare le condizioni perché questo speciale rapporto si confermi nel tempo", ha detto il presidente kazako ricordando come "gli investimenti diretti italiani nel nostro Paese sono pari a 6 miliardi di dollari", e oggi sono presenti in Kazakhstan 200 società miste. "Faremo di tutto per creare condizioni favorevoli agli scambi economici", ha aggiunto Nazarbaev sottolineando l'impegno del suo governo per favorire agevolazioni fiscali, l'ingresso nel mercato del lavoro, "la possibilità di assumere personale estero senza limiti, varare riforme istituzionali. Insomma, "ci sono pochi Paesi al mondo che possono vantare condizioni così favorevoli per gli investitori", e da noi "le tasse sono fra le più basse" rispetto agli altri paesi.
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