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TECH

Il fondatore del Social network al Congresso Usa

Facebook a pagamento? Zuckerberg: ci sarà sempre una versione gratuita

10 ore di audizione in 2 giorni per il Ceo di Fb al centro dello scandalo Cambridge Analytica, tra ammissioni di responsabilità e necessità di regole

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Circa 10 ore in tutto: questo il tempo passato dal fondatore e Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, sotto il fuoco di fila delle domande di senatori e deputati al Congresso degli Stati Uniti in una maratona di audizioni durata due giorni, chiamato a testimoniare dopo il caso Cambridge Analytica. Prima alla Commissione congiunta giustizia e commercio del Senato per cinque ore martedì 10, l’indomani alla Camera, sentito dalla commissione energia e commercio per circa lo stesso tempo.

"Ci sarà sempre una versione gratuita"
Durante la testimonianza del Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, davanti al Congresso statunitense le domande sono state incalzanti. Facebook è un monopolio? "Non mi sembra affatto", ha risposto Zuckerberg. La piattaforma potrebbe lanciare una versione a pagamento? "Ci sarà sempre una versione gratuita", ha detto il Ceo del social network portando molti a credere che abbia lasciato aperta la possibilità di un servizio a pagamento che farebbe affidamento su abbonamenti invece che sulla pubblicità (da cui attualmente derivano quasi tutti i ricavi dell'azienda). Un servizio premium potrebbe essere d'appeal per coloro che non vogliono vedere inserzioni promozionali nel loro news feed. A chi gli ha chiesto se è preoccupato dalla dipendenza dai social media di molti adolescenti Usa, Zuckerberg ha evitato di rispondere direttamente: "Se si usano internet e i social media soprattutto per consumare passivamente contenuti senza coinvolgere altre persone, allora un tale comportamento non ha gli effetti positivi e potrebbe essere negativo".

Zuckerberg: notifiche a utenti interessati dal caso Cambridge Analytica
Zuckerberg ha confermato che è partito questa settimana il servizio di notifica per gli utenti del social network i cui dati sono interessati dal caso Cambridge Analytica. Rispondendo a domande in audizione alla Camera, Zuckerberg ha affermato che le notifiche sono partite lo scorso lunedì.

"Pochi usano i controlli privacy"
Zuckerberg ha ammesso che la gran parte degli utenti del social network non utilizzano i controlli messi a disposizione dalla piattaforma per scegliere il livello di privacy per il proprio profilo. Il tema ricorre in diverse delle domande poste dai deputati, con Zuckerberg che insiste sulla possibilità di scelta che viene data agli utenti.

"Vulnerabilità, darsi delle regole"
Il fondatore del social network ha ammesso che anche i propri dati sono stati violati, sconfermando la vulnerabilità del social 'libero' per eccellenza, fino a fargli riconoscere l'inevitabilità di darsi regole, sebbene con "attenzione". Una deputata ha infatti risposto alle scuse di Zuckerberg che "stando ai precedenti, mi sembra che l'autoregolamentazione non funzioni". Regole e privacy sono dunque le principali preoccupazioni espresse dal Congresso. Regole ok, ha concluso il boss di Fb, ma ha chiesto di evitare quelle in grado di soffocare le startup tarpando le ali a sviluppo e novità.
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