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MONDO

Caso Cambridge analytica

Facebook, Zuckerberg testimonia alla Camera Usa l'11 aprile

Il Ceo dovrà chiarire il ruolo della società nella vicenda dei dati di 50 milioni di utenti usati a scopi elettorali da Cambridge analytica. I legislatori Usa gli avevano chiesto di recarsi personalmente a Capitol Hill

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​Il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, testimonierà davanti alla Commissione dell'Energia e del Commercio della Camera Usa l'11 aprile prossimo, per chiarire il ruolo della società nella vicenda dei dati di 50 milioni di utenti usati a scopi elettorali da Cambridge Analytica, che ha lavorato anche per la campagna di Trump. Zuckerberg testimonierà  alle 10 (orario dell'East Coast) per parlare dell'"uso aziendale e della protezione dei dati degli utenti".

I parlamentari Greg Walden e Frank Pallone, rispettivamente presidente e membro della commissione, hanno affermato in una dichiarazione che l'udienza "sarà un'occasione importante per far luce sulle critiche questioni sulla privacy dei dati dei consumatori e aiutare tutti gli americani a capire meglio cosa succede alle loro informazioni personali online". 

Facebook è uno dei principali mezzi con cui in cui i politici si connettono con gli elettori. La società ha cercato di riparare la sua immagine pubblica e ripristinare la fiducia degli utenti da quando è emersa la storia di Cambridge Analytica. Questa è una società di consulenza politica che ha lavorato per la campagna del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il mese scorso Facebook ha dichiarato di aver assunto revisori forensi per verificare se Cambridge Analytica avesse ancora i dati. Zuckerberg si è scusato per una "violazione della fiducia" e ha pubblicato annunci a pagamento a tutta pagina in diversi giornali della domenica britannica e statunitense.

Facebook sta lavorando per estendere solo lo "spirito" del nuovo regolamento generale europeo sulla protezione dei dati, noto come Gdpr, anche ai suoi utenti di altre parti del mondo. Tuttavia, le indicazioni europee non diverranno lo standard per il resto del globo, ha dichiarato il fondatore e amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, a Reuters. E ciò potrebbe significare che gli utenti extraeuropei, a partire dagli americani, godranno di diritti e salvaguardie ridotte da parte della piattaforma.

Una distinzione significativa alla luce del fatto che da settimane il social network è nella bufera, dagli Stati Uniti all'Europa, per la sua politica di gestione dei dati degli utenti. Mentre si sta avvicinando il momento in cui il nuovo regolamento europeo sulla privacy  - che stabilisce una serie di importanti protezioni per gli utenti - sarà pienamente applicato a partire dal prossimo 25 maggio. Alcune multinazionali tecnologiche - come Apple - hanno dichiarato di essere pronte ad estendere gli stessi diritti che verranno previsti per gli europei ai loro utenti di altre parti del mondo. Ma Facebook su questo aspetto sembra ancora tirare il freno.
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