ITALIA

Un turista su 5 è straniero

Ferragosto: dieci milioni di turisti in spiaggia, è assalto agli ombrelloni

Una media di due milioni al giorno: + 16% rispetto allo stesso periodo del 2016. All’Emilia Romagna la medaglia d’oro per la crescita da un anno all’altro (+24%) seguita da Toscana (+23%) e Puglia (+22%)

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Ombrelloni presi d’assalto a Ferragosto, in cinque giorni dieci milioni di turisti hanno letteralmente occupato gli stabilimenti italiani. Un giro d’affari che si attesta già sui 200 milioni, toccando un nuovo record: +16% rispetto al 2016. E' quanto ha rilevato la Cna balneatori in una indagine.

Dal 12 al 16 agosto negli stabilimenti balneari italiani si riverseranno dieci milioni di vacanzieri. Una media di due milioni al giorno. Segnando una crescita del 16% rispetto allo stesso periodo del 2016. Un successo che miscela bellezze naturali, la complicità del caldo e la maggiore sicurezza rispetto ai tradizionali concorrenti mediterranei ma deve un tributo anche all’offerta nuova e diversificata, alla rivoluzione tecnologica avviata da molti stabilimenti del nostro Paese. A registrarlo una indagine di Cna Balneatori condotta tra 432 titolari di stabilimenti balneari, in 55 località costiere italiane, che aderiscono alla Confederazione.

Un fatturato da 200 milioni
Dopo un sorprendente luglio, quindi, un agosto ancora più spumeggiante. Nei cinque giorni clou dell’estate gli italiani acquisteranno servizi di spiaggia, pasti e bevande per un valore superiore ai 200 milioni.

Emilia Romagna sul podio più alto
Va all’Emilia Romagna la medaglia d’oro per la crescita da un anno all’altro (+24%) con damigelle d’onore la Toscana (+23%) e la Puglia (+22%). A seguire, nell’ordine, Liguria (+19%), Sardegna (+18%), Veneto (+17%). Quindi, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche e Sicilia (+15%), Campania (+14%), Abruzzo (+13%), Calabria (+12%), Basilicata (+9%) e Molise (+8%).

Un turista su 5 è straniero
Sotto l’ombrellone un turista su cinque è straniero e si ferma mediamente cinque giorni. Un dato eccellente condizionato anche dalla difficile situazione che stanno vivendo i Paesi della sponda sud del Mediterraneo e altre tradizionali località turistiche marittime, a esempio sul Mar Rosso.
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