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SPETTACOLO

La 14a edizione della rassegna

​Festa Cinema Roma, a "Santa subito" di Piva il premio del pubblico Bnl

Si racconta la storia dell'assassinio di Santa Scorese, giovane attivista cattolica pugliese barbaramente uccisa da uno stalker il 15 marzo 1991 nel Barese

Il regista Alessandro Piva (a destra) con il cast di "Santa subito" (Ansa)
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È "Santa subito" di Alessandro Piva il film vincitore del premio del pubblico Bnl alla 14a edizione della Festa del Cinema di Roma.

Il documentario, che racconta la storia dell'assassinio di Santa Scorese, giovane attivista cattolica pugliese barbaramente uccisa da uno stalker il 15 marzo 1991, ha sbaragliato una concorrenza agguerrita, da "The Irishman" di Martin Scorsese a "Motherless Brooklyn-I segreti di una città" di Edward Norton.

"Questo riconoscimento è il segnale della maturità di un pubblico consapevole, che si mette in discussione e non opta per la spensieratezza proposta da film di intrattenimento o per temi lontani, ma per tematiche che ci riguardano da vicino, come la violenza sulle donne", commenta Piva.

"La storia di Santa, insieme al premio del pubblico e alla standing ovation in sala nel giorno della presentazione, ci dimostra che questa storia vecchia di trent'anni racconta un problema ancora attualissimo - conclude il regista - e il premio va sicuramente alla sua famiglia, spina dorsale del documentario che da trent'anni con dignità e dolore freddo sta portando avanti la memoria di questa ragazza e della sua morte precoce e annunciata che avrebbe potuto essere evitata".

Per Santa è in corso un processo di beatificazione iniziato nel '98, sette anni dopo la sua morte, a 23 anni, nel cortile della sua casa di Palo del Colle, vicino Bari, per mano dell'uomo che la stalkerizzava da tre anni.

"Mia sorella faceva parte del movimento dei Focolari e stava portando avanti il suo processo vocazionale", spiega all'Agi la sorella maggiore Rosa Maria, che ha ispirato il docufilm in un evento pubblico cui era presente Piva e ha quindi partecipato alla lavorazione raccontando davanti alla telecamera, insieme alla sua famiglia, la storia di Santa. Il suo assassino, dopo l'ospedale psichiatrico e il ricovero in una casa famiglia, adesso è libero "ma non lo abbiamo più visto", informa. Rosa Maria dedica il premio alla memoria della sorella che "mi sta dando una forza e un coraggio che non pensavo di avere. Spero che aiuti anche a creare alle nuove generazione la stessa idea di autodeterminazione che stava portando avanti per se stessa".

La carriera del regista
Oltre a documentari e serie tv, Piva (Salerno, 1966) ha all'attivo quattro lungometraggi: "LaCapaGira", presentato al Festival di Berlino nel 2000, vincitore di numerosi premi tra i quali il David di Donatello, il Nastro d'Argento, il Ciak d'Oro, il Dolly d'oro 2000 e il premio per la miglior colonna sonora al Festival Internazionale Cinema Jove di Valencia; "Mio cognato", presentato al Festival di Locarno nel 2003, tre candidature ai Nastri d'Argento 2004, "Premio Zanchi" alle Giornate Professionali di cinema a Sorrento; "Henry", presentato in concorso al Festival di Torino 2010, Premio del Pubblico, e "Milionari" presentato al Festival del cinema di Roma nel 2014 e in selezione ufficiale al Festival Internazionale di Shanghai, una candidatura ai Nastri d’Argento.

Il bilancio della rassegna
Nella conferenza stampa finale della Festa, il direttore artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, presidente della Fondazione cinema per Roma (oltre che del Sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici) si sono detti entusiasti della manifestazione. E "lasciano parlare" i numeri: +10% di biglietti venduti, + 18% incassi in biglietteria, +13% di giornalisti accreditati, +9% di incassi dagli accrediti e +7% di ingressi tra pubblico e accreditati.

Gli articoli sui quotidiani nazionali e locali hanno registrato un incremento del 23%, quelli sul web del 45%. Bene anche i servizi sui tg nazionali e locali, trasmissioni TV e radiofoniche, che hanno fatto segnare un +10%.

Click da record sul sito web e sui social: il sito ufficiale ha registrato un incremento di visite sul 2018 dell'86%, Facebook del 12%, Twitter del 2%, Instagram del 36%, il canale YouTube del 23%.

I premi di Alice nella città
Sono stati consegnati oggi anche i premi di Alice nella città 2019, sezione autonoma, che quest’anno ha registrato una forte crescita dei numeri: +26 % di biglietti emessi a fronte dell’aumento della capienza delle sale che dai 199 posti del 2018 ha raggiunto i 456 posti (380 posti per la Sala Alice Timvision e 126 posti per la Sala Raffaella Fioretta). Un aumento sostanziale dell’affluenza del pubblico di Alice che ha registrato il tutto esaurito a quasi tutti gli eventi in programma.
 
Il premio per il miglior film è andato a “The dazzled” di Sarah Suco “per la capacità di raccontare una storia cruda e coinvolgente, attenta ai dettagli di una realtà tragica, cogliendo al tempo stesso in modo intelligente le sfumature comiche di una vita imprigionata. Un film travolgente che emoziona e fa riflettere su un contesto lasciato spesso in ombra, qui descritto dalla luce accecante di una lotta interiore verso la salvezza”.
 
Premio per la miglior regia a Lorenzo Mattotti per “La famosa invasione degli orsi in Sicilia“ con la seguente motivazione: “Una favola senza tempo destinata ad adulti e bambini raccontata con efficacia, delicatezza e maturità. Una regia che eredita lo straordinario talento compositivo delle illustrazioni di Lorenzo Mattotti ed immerge lo spettatore nella magica Sicilia di Buzzati”.
 
Premio speciale della Giuria a “Son-mother” di Mahnaz Mohammadi “per la messa in scena lucida e partecipe di emozioni profonde e coinvolgenti, calate in una dimensione di denuncia culturale, sociale e politica. Un film in cui l’assenza di parole è un urlo alla libertà d’espressione”.
 
Premio Timvision a “Cleo” di Eva Cools (sarà possibile vederlo in esclusiva sulla piattaforma). Questa la motivazione: “Cleo è un film drammatico e autentico che sceglie la strada più difficile per raccontare l’elaborazione del lutto e il senso di colpa incrociando sullo stesso piano la vittima e il carnefice”.
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