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ITALIA

Denuncia di stupro a Firenze

Nel telefonino di una ragazza un video. Uno dei carabinieri: atto inqualificabile ma non stupro

"Quando mi ha giurato che non aveva violentato quella ragazza perché lei era consenziente l'ho guardato negli occhi e ho capito che diceva la verità. Mi ha detto che da me voleva solo che riuscissi a portarlo davanti a una magistrato per raccontare la sua verità. Non con dichiarazioni spontanee, ma con un vero interrogatorio, come si deve a una persona raggiunta da un avviso di garanzia. Mi è sembrato sincero e io allora ho deciso di difenderlo anche da un reato che, in quanto donna, mi fa rabbrividire". Lo dice al Corriere della Sera Cristina Menichetti, avvocata che difende l'appuntato dei carabinieri accusato insieme al collega di pattuglia di aver violentato a Firenze due studentesse americane che hanno denunciato i militari di stupro.    "Sono un'avvocata e dunque il mio dovere è difendere tutti nel rispetto della legge e della verità, anche chi è sospettato di un crimine così odioso. Ma lo ripeto, dopo tanti anni di professione, credo di saper riconoscere chi mente, chi mi vuole fregare. Quel carabiniere, disperato, che davanti a me è scoppiato a piangere, mi ha detto di sapere perfettamente di aver sbagliato. Mi ha ripetuto che non doveva accompagnare nessuno, che non doveva avere un'avventura perché in divisa e in servizio. Ma quando dice di non averla violentata, io ci credo. Da avvocata e da donna".

Una delle ragazze ha fatto un video col cellulare

aUna delle due ragazze americane che hanno denunciato per stupro due carabinieri, a Firenze, ha filmato col cellulare, per pochi secondi, quanto stava accadendo nell'androne della loro abitazione, in Borgo Santi Apostoli. Da quel che si apprende, le immagini sono buie ma sarebbero sufficienti per riconoscervi la divisa dei carabinieri. L'ora del girato corrisponderebbe a quella della denuncia.
 
 
"Mi sono fatto trascinare in questa situazione", "so di aver fatto una cosa inqualificabile", ma "non mi spiego perche'. Da 20 anni sono nell'Arma e le persone io le aiuto, ho anche corso dei rischi". Queste leparole che l’appuntato dei carabinieri accusato di stupro ha pronunciato di fronte al magistrato.
Nell'ufficio del pm e' rimasto dalle 13.20 alle 14.40. Ha risposto alle domande dicendo anche: "Non mi sono accorto che la ragazza era ubriaca", e "non ho percepito da parte sua nessuna contrarietà", o resistenza, al rapporto sessuale avuto insieme. Inoltre, la studentessa americana che lo ha denunciato insieme all'amica "non mi sembrava ubriaca, non barcollava, non puzzava di alcol, connetteva bene i discorsi", ha anche detto l'appuntato al suo legale, e pure al pm. "Non c'erano motivi per pensare che fosse ubriaca", e "non credevo che fosse cosi' giovane: aveva un'aria più matura, vicino alla trentina di anni, mi sembrava più grande di età, più matura".    Al momento, si apprende dal difensore, avvocato Menichetti, l'appuntato non ha ricevuto né avvisi di garanzia, ne' notifiche per compimenti di atti di indagine.
 
Sposato, con un figlio, per molti anni è stato in servizio in una stazione dei Cc nel Pratese: da luglio scorso è stato trasferito a Firenze. E la sera del controllo alla discoteca Flo, a piazzale Michelangelo, era la seconda volta che formava pattuglia con l'altro militare, un carabiniere scelto, celibe, più giovane, con cui e' accusato della violenza sessuale dalle due americane. Fuori dal locale le studentesse sono state fatte salire sull'auto di servizio dell'Arma e poi sono state portate nel palazzo dove soggiornano a Firenze in cui hanno denunciato di esser state violentate dai carabinieri.   
 
La difesa dell'appuntato sostiene che la studentessa non fosse ubriaca o comunque non lo fosse in modo tale da non opporsi al rapporto. "Il mio assistito ha spiegato al pm molto bene le modalità con cui è avvenuto il rapporto sessuale consenziente - afferma l'avvocato Cristina Menichetti - Modalità tali da far dedurre che non c'e' stata violenza sessuale".    Decisivi sono i risultati degli esami attesi dalla procura in settimana sui reperti biologici raccolti durante le varie fasi degli accertamenti. "Vedremo dal prelievo del sangue - dice sempre il legale dell'appuntato - quale sia stato il tasso alcolemico della ragazza".     Domani vertice in procura per valutare l'esigenza di misure cautelari per i due militari. E sempre domani l'altro carabiniere, invece, potrebbe uscire allo scoperto e farsi interrogare. Ma a questo punto potrebbe essere lo stesso pm a convocarlo per mettere sul tavolo la sua versione dei fatti e confrontarla coi racconti delle studentesse.