ITALIA

Taormina: dopo sentenza, faremo ricorso in Cassazione

Lazio. Fondi Pdl, confermata condanna in appello per Fiorito: 3 anni

L'accusa di peculato è quella di aver sottratto dalle casse del gruppo regionale un milione e 300mila euro tra il maggio del 2010 e il luglio del 2012 quando finì in carcere

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Franco Fiorito, già presidente del gruppo Pdl alla Regione Lazio, si è visto confermare oggi in Corte di Appello, la condanna a tre anni di reclusione per peculato. In primo grado, nel maggio del 2013, gli erano stati inflitti tre anni e quattro mesi di reclusione. L'accusa di peculato è quella di aver sottratto dalle casse del gruppo regionale un milione e 300mila euro tra il maggio del 2010 e il luglio del 2012 quando finì in carcere. Le somme sottratte furono usate per acquisti personali, viaggi e anche per acquistare una jeep.

L'accusa ha sempre sostenuto che Fiorito aveva utilizzato il denaro destinato al gruppo Pdl per viaggi, altri beni e una jeep acquistata in occasione della nevicata romana del febbraio 2012, dirottando su conti esteri parte dei soldi. Inoltre secondo la procura non era vero, come sostenuto dall'avvocato Carlo Taormina, legale di Fiorito, "che il consigliere agiva da privato in quanto quei soldi avevano destinazione di tipo generale e quindi pubblicistica". Da qui l'accusa e la condanna per peculato.

"Non riteniamo corretta l'impostazione dei magistrati. Attendiamo le motivazioni della sentenza e poi faremo ricorso in Cassazione", ha detto Carlo Taormina lasciando la Corte d'Appello, subito dopo la sentenza. Fiorito, presente in aula al momento della sentenza, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. "È laureato in economia e commercio - ha aggiunto il legale - non appena possibile potrebbe provare la strada della libera professione. Certamente ha abbandonato la politica". "Fiorito ha da tempo avviato un percorso per il risarcimento del danno - ha proseguito Taormina - I giudici oggi lo hanno riconosciuto. Lui ha venduto un appartamento e anche delle auto".
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