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MONDO

Poche speranze di ritrovare persone in vita

Frana nella miniera di giada, tre morti e oltre 50 dispersi in Myanmar

Una frana ha travolto i minatori: dal fango sono stati estratti tre cadaveri. Poche speranze, secondo la polizia, per i dispersi

Minatori in Myanmar (archivio)
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Oltre 50 persone sono rimaste sepolte da uno smottamento di fango in una miniera di giada all'aria aperta nel nord della Myanmar: finora dal fango sono estratti tre cadaveri, mentre i dispersi sono almeno 54. L'incidente, avvenuto nella regione di Hpakant, nello stato settentrionale di Kachin, secondo le prime informazioni sarebbe stato causato dalla tracimazione di un bacino di decantazione abusivo posto più in alto della cava di giada.

Poche speranze per chi vi lavorava: "Cinquantaquattro dichiarati dispersi, è impossibile che siano sopravvissuti", ha dichiarato la polizia locale a proposito dell'incidente avvenuto in una zona montuosa nel cuore delle miniere di giada, dove disastri del genere sono consueti. Il Myanmar è il primo produttore al mondo di giada che esporta soprattutto in Cina. Tuttavia le condizioni d'estrazione della pietra sono molto difficili e diverse compagnie impiegano illegalmente i minatori. Ogni anno muoiono decine di lavoratori per le frane, soprattutto nella stagione delle piogge, che inizierà a giugno. Nel novembre 2015 oltre cento persone morirono in un incidente simile.

Secondo alcune organizzazioni non governative,  i minatori del Kachin lavorano in condizioni disumane, con turni massacranti e pagati meno di un dollaro al giorno. I minatori rischiano la vita scavando tra le miniere e in molti, per poter sopportare i turni di lavoro, vengono spinti a far uso di droghe fino a diventare tossicodipendenti. Oltre alla condizione dei lavoratori, lo sfruttamento intensivo della zona ha causato inquinamento e danni ambientali
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