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POLITICA

Sicilia

​G7 pari opportunità, vertice a Taormina: stop a violenza, favorire donne in economia

La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio con delega alle pari opportunità Maria Elena Boschi ha fatto gli onori di casa 

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Al via oggi a Taormina il primo G7 sulle pari opportunità della storia. Un appuntamento, che si concluderà domani, dove i sette grandi si confronteranno sulle politiche per lo sviluppo del "woman empowerment", in particolare sul versante economico, e sul contrasto alla violenza sulle donne.

A presiedere la riunione ministeriale, Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, con delega alle pari opportunità.
 
Presente - insieme alle rappresentanze dei governi di Canada, Francia, Usa, Gran Bretagna, Germania, Giappone - la commissaria europea per la giustizia, la tutela dei consumatori e l'uguaglianza di genere Vera Jourovà.
 
Punto di partenza del confronto, la road map adottata, sempre a Taormina, lo scorso maggio dai leader del G7. Un piano d'azione ambizioso che mira a sollecitare strategie sulla parità di genere e l'empowerment femminile, contrastare abusi e violenze. Migliorare, ad esempio, l'accesso delle donne al lavoro e sui luoghi decisionali. Su questa traccia, i 7 paesi cercheranno un consenso dando il via a nuove e comuni politiche per la parità di genere.
 
A margine della sessione di lavoro del G7, le delegazioni ministeriali visiteranno un centro che dà assistenza a giovani donne vittime di tratta. In tarda mattinata, il 16 novembre, è in programma la conferenza stampa finale.
 
Tratta, 25mila vittime liberate in Italia
Le misure antitratta messe in atto dall'Italia hanno permesso di liberare finora 25mila vittime. Si tratta, per lo più, di persone sfruttate sessualmente, schiave del lavoro e delle economie illegali forzate, costrette all'accattonaggio. È emerso a margine del G7 pari opportunità.
 
Sono circa un migliaio le donne, gli uomini e i minori che in Italia entrano nei sistemi di protezione. Nel 2016, in particolare, sono state 1172 (di cui 111 minorenni) le vittime sotto protezione. Di queste, l'81,4% sono donne, per lo più di origine nigeriana (59,4%), romena (7,4%), marocchina (5,3%) e albanese (3,6%).
 
Il primo piano nazionale contro la tratta che è datato 2016 ha fissato a circa 15 milioni di euro lo stanziamento per 18 progetti; sono arrivati a 22,5 milioni nel 2017 per 21 progetti. Le segnalazioni di tratta al numero verde 800.290.290 - attivo 24 ore su 24 in diverse lingue - sono aumentate nei primi sei mesi del 2017 del 160% rispetto allo stesso periodo del 2015.
 
Mille vigilano su Taormina città aperta
Intanto sulla sicurezza di questo meeting vegliano mille persone, tra appartenenti alle forze dell'ordine e militari. "Non sono state individuate - spiega il questore di Messina, Mario Finocchiaro - zone rosse o restrizioni ai residenti: è stato imposto, invece, solo qualche divieto di sosta o transito. In ogni caso tutto è stato realizzato in modo tale che l'appuntamento internazionale si svolga nel massimo della sicurezza per i partecipanti".
 
Dispositivi di sicurezza, condivisi a livello provinciale nelle riunioni tecniche di coordinamento in prefettura e compendiati nella specifica ordinanza del questore di Messina. Servizi che sono calibrati per garantire la sicurezza del vertice, consentendo al contempo la totale fruizione di Taormina a cittadini e turisti. In campo tutte le forze di polizia, i vigili del fuoco, la polizia metropolitana, le polizie locali, il corpo forestale della regione siciliana, nonché, per il dispositivo a mare, la capitaneria di porto in stretto raccordo con il reparto aeronavale della guardia di finanza.
 
Impiegate anche le unità specializzate antiterrorismo della polizia di stato e dei carabinieri accanto ad artificieri, cinofili e tiratori scelti. In tutto un "piccolo esercito" di quasi mille persone. 
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