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ITALIA

Emergenza terrorismo

Il capo della Polizia Gabrielli: "Non illudiamoci, l'Isis prima o poi colpirà anche l'Italia"

Il Capo della polizia auspica che - allineandosi al resto d'Europa - il nostro Paese effettui le espulsioni subito dopo il primo grado di giudizio. E annuncia: con il 2018 arrivano mille nuovi poliziotti: l'invecchiamento del personale è l'emergenza delle emergenze

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La strage al mercatino di natale di Berlino. E poi la raffica di attentati in Turchia che hanno lasciato alle nostre spalle una lunga scia di sangue. E' massima allerta nei Paesi europei, Italia compresa, dove cresce sempre di più la possibilità che vengano compiuti attentati. La conferma arriva dal Capo della Polizia Franco Gabrielli che in due interviste al 'Giornale ' e 'Qn' avverte: "lo dico in maniera molto cruda. Prima o poi pagheremo anche noi un prezzo, non c'è dubbio. Inutile illudersi. Ci auguriamo sia quanto più contenuto possibile" ma "noi dentro a quella minaccia ci siamo."E' chiaro che saremmo sconfitti solo se ci lasciassimo condizionare nella nostra quotidianità - ha proseguito - Le indagini, spesso successive ai rimpatri, hanno dimostrato che buona parte delle persone fermate nel nostro Paese perchè considerate vicine all'Isis stava realmente per compiere attentati e fare morti".

 "La cittadinanza, di contro - aggiunge -, deve comprendere che deve continuare a vivere normalmente, altrimenti i terroristi avrebbero già vinto togliendoci la libertà. Se finora l'Italia non è stata colpita dal terrorismo islamico "è il frutto di diversi fattori. Oltre all'ottimo lavoro di prevenzione - spiega Gabrielli -, il punto è che non abbiamo sacche gravi di marginalizzazione e che noi i sospetti terroristi li espelliamo subito". Per il capo della polizia le espulsioni vanno effettuate anche dopo il primo grado di giudizio: "La normativa europea prevede almeno un grado di giudizio, il nostro sistema giudiziario ne presuppone tre. Intendiamo fermarci al primo".

Sulla controversa questione dei Cie: "Sono previsti dalla legge e rappresentano uno strumento indispensabile per trattenere gli immigrati in attesa di espulsione. Oggi sono operativi solo quelli di Torino e Caltanisetta, ai due estremi del Paese: chiaro che non bastano. E' importante riaprirli in numero sufficiente e in ogni regione - conclude -, senza essere afflittivi nei confronti dei territori. Si arrivera' a una permanenza di un massimo di un anno in presenza di motivi di sicurezza pubblica".

Carceri, luoghi di radicalizzazione
"Oggi nel nostro Paese, che per fortuna non ha le banlieu francesi, le carceri sono i luoghi privilegiati della radicalizzazione". Lo sostiene Franco Gabrielli, capo della Polizia, che ha parlato a Bologna a proposito della radicalizzazione dell'estremismo religioso nei luoghi di detenzione. "Sono molto preoccupato - ha detto - perchè le carceri nel nostro Paese sono il luogo primario della marginalità. Sono un sostenitore del fatto che la radicalizzazione non sia la causa, ma l'effetto della marginalità e del porre i soggetti nella condizione di trovare nella religione risposte a domande inevase. Molto spesso si tratta di risposte che attendono alla loro condizione economica e sociale". 

Nel 2018 verranno assunti 1000 poliziotti
Mille nuovi poliziotti saranno immessi in organico nei primi mesi del 2018 ha annunciato ancora il Capo della Polizia: "l'emergenza dell'emergenza - ha detto - èl'invecchiamento del personale". "Oggi - ha detto Gabrielli - raccogliamo una follia, c'è stata nel nostro Paese una stagione  nel quale si diceva che i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri erano troppi, che noi eravamo il Paese che aveva il rapporto tra operatori di polizia e cittadini più alto d'Europa, che i 300 mila operatori delle forze dell'ordine erano troppi. In Italia a un certo punto c'è stata la 'genialata': si è bloccato il turn over e si sono cartolarizzate le nostre scuole, perchè si immaginava che non si dovesse più fare i poliziotti, e che anzi dovessero essere rottamati. Credo che questa sia una follia allo stato puro e oggi noi ne raccogliamo i risultati". 

Gabrielli alla stampa: non sottovalutiamo ma non amplifichiamo 
"Il mondo dell'informazione, dell'intelligence, delle forze di polizia, è alimentato da ipotesi: come si usa dire lavoriamo a 360 gradi, non è un modo di dire, non sottovalutiamo niente ma non amplifichiamo nemmeno le cose". Ed ha spiegato: "Ho visto che è stato dato particolare rilievo a questa vicenda del drone, del parrot - ha detto ancora Gabrielli - vanno prese tutte con la dovuta cautela, per quanto ci riguarda per non sottovalutarle ma nemmeno per essere in maniera abnorme amplificate". Riferendosi ancora alle notizie di stampa, Gabrielli ha ancora aggiunto: "C'è un flusso informativo che non sempre, per fortuna, corrisponde alla realtà". Intelligence e controllo del territorio - ha concluso il capo della polizia - sono i due pilastri con i quali si costruisce il sistema della sicurezza nel nostro Paese". 
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