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MONDO

Johnson: "Non salviamo la compagnia"

Fallisce tour operator Thomas Cook. E ora bisogna riportare a casa 600mila turisti

Il ministro degli Esteri britannico, Dominica Raab: "Nessuno resterà bloccato all'estero". Il collasso del tour operator - il cui principale azionista è la cinese Fosun Tourism Group - porterà alla perdita di un grande numero di posti di lavoro. La società conta 21 mila impiegati in 16 diversi Paesi, di cui 9 mila solo in Gran Bretagna

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Thomas Cook ha dichiarato bancarotta e ora le autorità dovranno organizzare il rimpatrio di 600 mila turisti nel mondo. Il colosso britannico dei viaggi non ce l'ha fatta a mettere in piedi un accordo di salvataggio che riuscisse ad evitarle il fallimento. E' così scattata quella che i media britannici hanno definito "la maggiore operazione di rimpatrio mai fatta in tempo di pace". Il piano per riportare a casa dall'estero circa 165 mila vacanzieri è noto col nome in codice 'Projetc Matterhorn' ed è guidato dall'autorità per l'aviazione civile. Il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, ha detto che sono pronti 45 aerei charter per sostituire la flotta Thomas Cook. Si prevede per stasera il rimpatrio di almeno 14 mila persone. 'Ponte aereo' da oggi, fino al 6 ottobre.

L'azienda, con alle spalle 178 anni di storia, non è riuscita a a raccogliere gli ulteriori finanziamenti per 200 milioni di sterline, che servivano per evitare il collasso. "Il board delle compagnia - si legge in una nota - non ha avuto altra scelta che avviare i passi necessari per entrare in bancarotta con effetto immediato".

Il quotidiano francese Le Figaro calcola che il gruppo, messo in liquidazione "con effetto immediato", lascia in vacanza nel mondo 600.000 turisti, tra cui 10.000 francesi. Il tour operator ha assicurato che i voli continuano ad essere operativi e i pacchetti del tour operator sono assicurati. "E' un momento di forte preoccupazione per il personale e i clienti di Thomas Cook. Il più grande rimpatrio in tempo di pace nella storia del Regno Unito ora riporterà le persone a casa. Lo staff del Foreign Office nel Regno Unito e all'estero lavora ininterrottamente con l'Autorità  per l'aviazione civile britannica e il ministero dei Trasporti", ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri britannico, Dominica Raab, il quale ieri aveva assicurato che "nessuno resterà bloccato all'estero".

Il premier Johnson esclude qualsiasi tipo di salvataggio da parte del governo perché " altre aziende potrebbero aspettarsi lo stesso trattamento  in futuro". E prosegue: "Bisogna studiare in che modo gli operatori turistici in un modo o nell'altro possano proteggersi da simili casi di bancarotta in futuro". 

Il collasso di Thomas Cook - il cui principale azionista è la cinese Fosun Tourism Group - porterà alla perdita di un grande numero di posti di lavoro. La società conta 21 mila impiegati in 16 diversi Paesi, di cui 9 mila solo in Gran Bretagna. La maratone organizzata ieri da Thomas Cook per riunire soci e investitori in cerca dei finanziamenti necessari per la sua salvezza si è conclusa senza un'intesa.

Fosun il mese scorso aveva già iniettato 450 milioni di sterline nella società all'interno di un pacchetto di salvataggio di 900 milioni di sterline. In cambio di quell'investimento Fosun aveva acquisito una quota del 75% della divisione operativa di Thomas Cook e un 25% della sua compagnia aerea. "Fosun - si legge in un altro comunicato - è delusa del fatto che Thomas Cook non sia riuscita a trovare una soluzione per la sua ricapitalizzazione con altre entità, i suoi creditori core e gli azionisti senior".

La storia dell'agenzia di viaggi più vecchia del mondo
Thomas Cook è nata nel 1841 per trasportare passeggeri coi treni nelle principali città britanniche. Poi si è organizzata per gestire i viaggi all'estero, diventando la prima agenzia dei turisti britannici in Europa nel 1855, negli Usa nel 1866, subito dopo la fine della guerra civile americana e nel resto del mondo 1872.


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