Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/genova-teatro-carlo-felice-inaugura-stagione-lirica-con-aida-giuseppe-verdi-ac4bf62c-952f-4a8a-83cc-3308fea306fa.html | rainews/live/ | (none)
SPETTACOLO

Genova, il teatro Carlo Felice inaugura la stagione lirica con l'Aida di Giuseppe Verdi

L'Aida al teatro Carlo Felice di Genova (Uff. stampa)
Condividi
Oggi a Genova il teatro Carlo Felice ha inaugurato la stagione lirica con Aida di Giuseppe Verdi. Lo spettacolo è stato proposto in un nuovo allestimento in cui la grande tradizione culturale della lirica italiana incontra l’animazione e il cinema. La regia è firmata da Alfonso Antoniozzi. La direzione creativa dal punto di vista visivo-scenografico è realizzata da Monica Manganelli.

Per questa Aida, Manganelli ha ideato un immaginario egiziano futuristico e irreale, che richiama film di genere science-fiction, con l’intento di creare meraviglia visiva e stupore agli occhi dello spettatore. La scenografia virtuale in computer grafica diventa quindi protagonista insieme alla drammaturgia del libretto dell’opera di Verdi. L’animazione video segue infatti i tempi musicali e interagisce con le coreografie, creando atmosfere di volta in volta che raccontano la storia narrata dell’opera: effetti di animazione, tempeste di sabbia, giochi di fuoco che si sostituiranno ai tradizionali cambi scena. I 4 elementi, Aria, Fuoco, Acqua, Terra, hanno caratterizzato simbolicamente ogni atto dal punto di vista visivo. Una produzione che ha tutte le premesse per stupire e avvicinare anche un nuovo pubblico giovane alla lirica.

I costumi sono curati da Anna Biagiotti, le luci sono firmate da Luciano Novelli, le coreografie ideate da Luisa Baldinetti. La direzione dell’Orchestra è affidata all’abile bacchetta di Andrea Battistoni, Direttore Principale del Teatro Carlo Felice.

“Aida” in breve
Radamès e Aida. Lui è il capitano delle guardie egizie, lei una schiava etiope. Un uomo e una donna uniti dall’amore ma divisi dalla rispettiva appartenenza a due popoli in lotta. Il potere cerca di soffocare e manipolare il loro sentimento, loro resistono con fedeltà, onore e sincerità, ma al prezzo di una fine tra le più crudeli dell’intera storia dell’opera lirica. E tra le più commoventi. Il canto dei due innamorati condannati a morire sepolti vivi si spegne, morbido e dolcissimo, nel nulla, mentre chi resta (Amneris, figlia del Faraone, la rivale in amore di Aida) sussurra la parola che, nel mondo feroce di Aida, può essere solo una speranza: «pace».

Tutti conoscono la “marcia trionfale”, i baldanzosi squilli di fanfara che, nel secondo atto, celebrano la vittoria degli egiziani sugli etiopi. Ma lo sfarzo scenografico, i cori e le danze da grand-opéra sono solo la facciata di Aida. Dietro la maschera dell’esotismo, della passione egittologica diffusa in Europa alla fine dell’800, c’è un’opera sulla fragilità dell’amore, destinato a soccombere davanti alla forza bruta del potere.

Prima dello spettacolo, i fuochi d'artificio



La serata era iniziata con una grande festa e uno spettacolo di giochi artificiali in piazza De Ferrari. Diecimila persone nonostante la pioggia per testimoniare la voglia di rinascere dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi in cui 43 persone hanno perso la vita e 230 famiglie sono rimaste senza casa. Una festa non spensierata ma coraggiosa che è poi proseguita al teatro Carlo Felice con la prima dell'Aida cui sono stati invitati gli sfollati.
Condividi