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POLITICA

'Leader europei preoccupati da scelte futuro governo'

Gentiloni: da politiche a debito e promesse elettorali danno a Italia

Se si uscisse dal percorso" disegnato in questi anni dal governo italiano in Europa "e si andasse fuori strada, a essere danneggiati non sarebbero gli euroburocrati ma i cittadini italiani"

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"Quello che io penso possa creare problemi al nostro Paese è immaginare che si possano fare politiche a debito, politiche di deficit, promesse elettorali o post elettorali mirabolanti e che questo non produca conseguenze". Lo dice il presidente del consiglio Paolo Gentiloni nel corso di un punto stampa a Sofia, a margine del vertice Ue-Balcani.

Le conseguenze, aggiunge Gentiloni, "non saranno quelle del 2010-2011 perchè gli scenari per fortuna sono diversi, ma 'attenzione'. Perchè il patrimonio accumulato in questi cinque-sei anni non e' dei governi che si sono succeduti, ma delle famiglie, delle imprese e degli italiani. Mandarlo all'aria non sarebbe fare un danno al sottoscritto, a Renzi, a Letta, a Monti o non so a chi altro, ma allo sforzo collettivo di una nazione".

Leader europei preoccupati da scelte futuro governo
Tra i leader europei circolano "preoccupazioni che io personalmente sento e che coincidono con quelle dei leader europei" in merito "a tre capitoli" relativi alla formazione del governo in Italia, dice il presidente del consiglio Paolo Gentiloni nel corso di un punto stampa a Sofia a margine del vertice Ue-Balcani. 

Il primo di questi capitoli riguarda "l'atteggiamento italiano sulle grandi scelte internazionali che sono sempre state condivise dall'Ue al di la' del colore politico dei governi, perchè le hanno condivise sia Tsipras che Orban". Il secondo è il capitolo "connesso ai rischi connessi dalle politiche a debito. La terza questione è il rischio che si mettano in discussione i successi sulle politiche migratorie".

Se si uscisse dal percorso" disegnato in questi anni dal governo italiano in Europa "e si andasse fuori strada, a essere danneggiati non sarebbe gli euroburocrati ma cittadni italiani" - prosegue il premier - L'Italia in questi cinque sei anni ha recuperato solidità e credibilità. Credo che nell'Unione ci sia un riconoscimento unanime di un dato di fatto. Ora io non faccio il sindacalista degli euroburocrati. Dico semplicemente 'attenzione'. Perchè c'è un percorso, ci sono dei risultati, ci sono molte cose da fare, ma tutto si può fare tranne che buttare questo percorso all'aria perchè a pagare il prezzo sarebbero i cittadini italiani".
 
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